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	<title>AXEL4trek</title>
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	<description>Escursioni e Trekking nelle Dolomiti</description>
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		<title>La difficoltà delle escursioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 11:21:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Escursionismo e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[escursionismo; difficoltà escursioni; scala difficoltà escursioni CAI; scala difficoltà escursionistiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La difficoltà delle escursioni è forse il parametro principale in base al quale scegliamo se partecipare o meno all&#8217;uscita. In questo articolo espongo innanzitutto come il CAI valuta l&#8217;impegno delle vaie tipologie di percorsi. Di seguito espongo i parametri in base ai quali stabilisco invece il livello delle difficoltà delle escursioni organizzate da me. Spiegherò&#8230;&#160;<a href="https://axel4trek.com/difficolta-escursioni/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">La difficoltà delle escursioni</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>La difficoltà delle escursioni</em> <em>è forse il parametro principale in base al quale scegliamo se partecipare o meno all&#8217;uscita. In questo articolo espongo innanzitutto come il CAI valuta l&#8217;impegno delle vaie tipologie di percorsi.</em> <em>Di seguito espongo i parametri in base ai quali stabilisco invece il livello delle difficoltà delle escursioni organizzate da me. Spiegherò quindi le differenze fra i due metodi e in che modo valuto il livello di un itinerario.</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_1-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-7797" width="480" height="640" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_1-768x1024.jpg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_1-225x300.jpg 225w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_1.jpg 900w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption><em>Un sentiero abbastanza ripido, sconnesso e instabile </em><br><em>(zona Croda Rossa d&#8217;Ampezzo)</em> </figcaption></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading">INTRODUZIONE</h3>



<p>Quando decidiamo di partecipare ad un’escursione organizzata oppure di andare in montagna per conto nostro, informandoci sull&#8217;itinerario, valutiamo alcune cose. L’indicazione forse più importante che ci fa capire se l’uscita è adatta o meno a noi è la valutazione della sua difficoltà.</p>



<p>Comincerò questo articolo presentando la <strong>classificazione</strong> <strong>dei percorsi escursionistici del</strong> <strong>CAI</strong> sulla base della loro difficoltà,. Questo rappresenta secondo me l’ovvio riferimento sul tema. Successivamente illustrerò come ho deciso di valutare io <strong>la difficoltà</strong> <strong>delle escursioni</strong>. Spiegherò come le due metodologie si differenziano e perché ho scelto il mio come metodo di classificazione degli itinerari su cui accompagno le persone.</p>



<p>Leggendo l’articolo, potrete farvi un’idea più precisa di cosa rappresenta il parametro <em>difficoltà</em> e come considerarlo quando sceglierete di partecipare ad una mia uscita. Una sua corretta valutazione assieme ad una buona stima delle proprie capacità permetteranno infatti di passare una bella giornata in maggiore <strong>sicurezza</strong>. </p>



<p>Buona lettura!</p>



<h3 class="wp-block-heading">LA DIFFICOLTÀ DELLE ESCURSIONI NEL CAI</h3>



<p>Il <strong><a href="https://www.cai.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Club Alpino Italiano</a></strong>, fondato nel 1863, da sempre si occupa della conoscenza e dello studio delle montagne, oltre che dell’alpinismo “in ogni sua manifestazione”, quindi ovviamente anche dell’escursionismo.</p>



<p>Il CAI rappresenta perciò l’ovvio <strong>punto di riferimento</strong> per quanto riguarda una classificazione della difficoltà dei percorsi di carattere escursionistico e non solo. In <strong><a href="https://www.cai.it/wp-content/uploads/2021/12/ALLEGATO-1-scale-difficolt%C3%A0.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo documento</a></strong>, aggiornato al novembre 2021, potete leggere per intero la distinzione fatta dal CAI per alcuni ambiti di nostro interesse. Si fa riferimento non solo all&#8217;escursionismo,  ma anche all&#8217;escursionismo in ambiente innevato e al cicloescursionismo. In particolare, focalizzandoci sull&#8217;escursionismo, il CAI individua <strong>3 livelli di difficoltà</strong> (che cito testualmente qui di seguito):</p>



<p><strong><em>T (turistico)</em></strong></p>



<p><em>CARATTERISTICHE &#8211; Percorsi su carrarecce, mulattiere o evidenti sentieri che non pongono incertezze o problemi di orientamento, con modeste pendenze e dislivelli contenuti.</em></p>



<p><em>ABILITÀ E COMPETENZE &#8211; Richiedono conoscenze escursionistiche di base e preparazione fisica alla camminata.</em></p>



<p><em>ATTREZZATURE &#8211; Sono comunque richiesti adeguato abbigliamento e calzature adatte.</em></p>



<p><strong><em>E (escursionistico)</em></strong></p>



<p><em>CARATTERISTICHE &#8211; Percorsi che rappresentano la maggior parte degli itinerari escursionistici, quindi tra i più vari per ambienti naturali. Si svolgono per mulattiere, sentieri e talvolta tracce; su terreno diverso per contesto geomorfologico e vegetazionale (es. pascoli, sottobosco, detriti, pietraie). Sono generalmente segnalati e possono presentare tratti ripidi. Si possono incontrare facili passaggi su roccia, non esposti, che necessitano l’utilizzo delle mani per l’equilibrio. Eventuali punti esposti sono in genere protetti. Possono attraversare zone pianeggianti o poco inclinate su neve residua.</em></p>



<p><em>ABILITÀ E COMPETENZE &#8211; Richiedono senso di orientamento ed esperienza escursionistica e adeguato allenamento.</em></p>



<p><em>ATTREZZATURE &#8211; È richiesto idoneo equipaggiamento con particolare riguardo alle calzature.</em></p>



<p><strong><em>EE (escursionisti esperti)</em></strong></p>



<p><em>CARATTERISTICHE &#8211; Percorsi quasi sempre segnalati che richiedono capacità di muoversi lungo sentieri e tracce su terreno impervio e/o infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, roccette o detriti sassosi), spesso instabile e sconnesso. Possono presentare tratti esposti, traversi, cenge o tratti rocciosi con lievi difficoltà tecniche e/o attrezzati, mentre sono escluse le ferrate propriamente dette. Si sviluppano su pendenze medio-alte. Può essere necessario l’attraversamento di tratti su neve, mentre sono esclusi tutti i percorsi su ghiacciaio.</em></p>



<p><em>ABILITÀ E COMPETENZE &#8211; Necessitano di ottima esperienza escursionistica, capacità di orientamento, conoscenza delle caratteristiche dell’ambiente montano, passo sicuro e assenza di vertigini, capacità valutative e decisionali nonché di preparazione fisica adeguata.</em></p>



<p><em>ATTREZZATURE &#8211; Richiedono equipaggiamento e attrezzatura adeguati all’itinerario programmato.</em></p>



<p>Evidenzio qui solo il fatto che alcune abilità (come ad esempio quelle relative all&#8217;orientamento) sono superate dalla scelta di affidarsi ad una Guida. Si presume infatti che questa abbia esperienza e competenze tali da consentire di compiere in sicurezza l’uscita, relativamente alle abilità indicate ma non solo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="957" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_2-1024x957.jpg" alt="" class="wp-image-7799" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_2-1024x957.jpg 1024w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_2-300x281.jpg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_2-768x718.jpg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Un sentiero decisamente più agevole di quello nella foto precedente, ma ancora sconnesso a tratti </em><br><em>(zona Croda Rossa d&#8217;Ampezzo)</em></figcaption></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading">LA DIFFICOLTÀ DELLE ESCURSIONI IN AXEL4TREK</h3>



<p>Parto dicendo che, proprio come evidenziato nella scala del Cai, la maggior parte degli itinerari sono di tipo <em>escursionistico</em>. Lo stesso si può dire per le proposte che metto in calendario: la quasi totalità delle uscite che organizzo rientrano in questo livello di difficoltà. Si è quindi manifestata l’esigenza di affinare ulteriormente questa classificazione. Ciò permette di dare ai partecipanti un <strong>migliore strumento di valutazione</strong> e di non far sembrare tutte le proposte dello stesso impegno.</p>



<p>In particolare, l’esperienza mi ha portato a considerare alcuni fattori che la scala del CAI non incorpora. Fattori che però nella maggior parte delle persone che accompagno pongono il limite tra il fattibile e il non fattibile. A mio avviso, ogni escursione deve avere come scopo non il raggiungimento di una meta (che sia una cima, un rifugio o altro), bensì <strong>vivere un’esperienza piacevole</strong>. Per <em>fattibile</em> intendo quindi <em>fattibile con piacere</em>, mentre per <em>non fattibile</em> intendo che magari è anche fattibile ma diventando <em>non più</em> <em>godibile</em> perché troppo faticoso.</p>



<p>Ecco quindi che lo sviluppo e il dislivello che si affrontano durante un’uscita diventano spesso le discriminanti fondamentali per la maggior parte degli escursionisti. Sapere quanto si cammina e quanta salita si fa sono le informazioni necessarie alle persone per decidere se partecipare o meno. Oltre quindi a dare queste informazioni nei dati tecnici dell’uscita, ho deciso di incorporarli nella <strong>scala delle difficoltà che ho elaborato</strong>, visibile nella tabella sottostante.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="721" height="373" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_1.png" alt="scala di difficoltà delle escursioni" class="wp-image-7791" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_1.png 721w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_1-300x155.png 300w" sizes="(max-width: 721px) 100vw, 721px" /></figure></div>



<p>Prima di vedere come scelgo la difficoltà di un itinerario sulla base di questa tabella, va fatta una precisazione in merito ai <strong>dislivelli</strong>. Nelle <strong>uscite giornaliere</strong>, si evidenzia sempre il dislivello positivo (cioè in salita). Quando il punto di partenza e quello di arrivo di un’escursione coincidono (sia che si tratti di un anello, che di un percorso lineare), allora si percorrerà sempre un dislivello in discesa pari a quello della salita. Se invece si arriva in un luogo diverso da quello da cui si è partiti (ad esempio utilizzando una navetta per rientrare alle auto), allora in genere i due valori non coincidono. </p>



<p>Questo succede quasi sempre nei <strong>trekking</strong>, dove le tappe sono lineari e dove ci sono giornate in cui il dislivello che si percorre in salita può essere molto diverso da quello della discesa. Per questo motivo, nel presentare i dislivelli medi dei trekking, se c’è forte disparità, preferisco dare il valore complessivo (salita più discesa). Questo può capitare ad esempio in un trekking breve di 3 giorni, dove nel primo si sale molto, nel secondo si cammina in quota e nel terzo si scende.</p>



<h3 class="wp-block-heading">COME CLASSIFICO UN ITINERARIO</h3>



<p>Semplice: considero i vari elementi distintivi dell’itinerario, che sono lo sviluppo, il dislivello, la pendenza, fondo &amp; tipologia ed esposizione. Se sono omogenei o quasi, il livello di difficoltà è presto individuato. Ad esempio (vedi tabella sotto), un giro di 11 km con 600 metri di dislivello, su mulattiere e sentieri a media pendenza con esposizione minima, lo valuto di media difficoltà.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="356" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_2.png" alt="scala di difficoltà delle escursioni, esempio 1" class="wp-image-7792" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_2.png 735w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_2-300x145.png 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></figure></div>



<p>In caso di disomogeneità fra i vari parametri, adotto un <strong>approccio cautelativo</strong>, tenendomi cioè più alto con la valutazione. Facciamo un esempio pratico (vedi tabella sotto): un giro di 13 km con 800 metri di dislivello su sentieri abbastanza agevoli, con pendenze medie e bassa esposizione &#8211; difficoltà CAI E &#8211; viene valutato da me come medio-impegnativo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="739" height="360" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_3.png" alt="scala di difficoltà delle escursioni, esempio 2" class="wp-image-7793" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_3.png 739w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_3-300x146.png 300w" sizes="(max-width: 739px) 100vw, 739px" /></figure></div>



<p>Se però, con i valori dell’esempio precedente, lo sviluppo fosse di 10 km e il dislivello ben distribuito (se non lo fosse ci sarebbero dei tratti a forte pendenza), valuterei l’itinerario di media difficoltà. In questo caso, infatti, ci sarebbe un solo parametro &#8211; il dislivello &#8211; che lo classificherebbe come medio-impegnativo. </p>



<p>In generale, tendo a dare più peso ai parametri di grado più elevato, soprattutto se si tratta dell’esposizione. Questo è un fattore molto delicato che può mettere in seria difficoltà alcune persone. Ecco ad esempio che un giro di 9 km con 650 metri di dislivello, su sentieri relativamente agevoli (poco sconnessi) ma con tratti ripidi ed esposti, verrà da me classificato come medio-impegnativo (vedi tabella sotto).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="368" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_4.png" alt="scala di difficoltà delle escursioni, esempio 3" class="wp-image-7794" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_4.png 735w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_4-300x150.png 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></figure></div>



<p>Normalmente, scelgo itinerari dove i vari parametri sono abbastanza omogenei. Non mi capita cioè di proporre, ad esempio, uscite brevi e con poco dislivello su terreni ripidi ed esposti. Più facilmente potrebbe capitare il caso inverso (vedi tabella sotto): un giro di 18 km con 1000 metri di dislivello che reputo comunque impegnativo, anche se fatto su sentieri ampi e agevoli, con ridotte pendenze e poca esposizione.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="739" height="361" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_5.png" alt="scala di difficoltà delle escursioni, esempio 4" class="wp-image-7795" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_5.png 739w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/tabella_5-300x147.png 300w" sizes="(max-width: 739px) 100vw, 739px" /></figure></div>



<p>Infine una precisazione: nel valutare i singoli fattori di pendenza, fondo&amp;tipologia ed esposizione, considero anche in questo caso un valore medio. Ad esempio, se l’itinerario presenta un breve tratto ripido e/o esposto in un contesto generale di media pendenza e bassa esposizione, valuto l’uscita di media difficoltà. Avrò però l&#8217;accortezza di indicare nella descrizione dell’itinerario la presenza di un tratto ripido e/o esposto. Se invece i tratti ripidi e/o esposti cominciano ad essere numerosi e/o lunghi, richiedendo quindi un impegno fisico e/o psicologico prolungato, darò loro il giusto peso. Farò questo sia nella valutazione generale dell’impegno richiesto che specificandolo nella descrizione dell’itinerario, sempre nell&#8217;ottica di un approccio cautelativo.</p>



<p>Nella <a href="https://axel4trek.com/programma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>pagina con il programma delle mie uscite</strong></a> potete verificare concretamente quanto esposto sopra. </p>



<h3 class="wp-block-heading">CONCLUSIONI</h3>



<p>Nel valutare la difficoltà delle escursioni, ci muoviamo in un ambito molto delicato perché, mentre lo sviluppo e il dislivello sono valori oggettivi e misurabili, gli altri parametri (soprattutto l’esposizione) sono soggettivi e si rifanno alla stima di chi propone l’itinerario e lo presenta.</p>



<p>Un’ulteriore ostacolo deriva dal fatto che la Guida deve valutare il percorso con gli occhi dell’escursionista medio. Medio ovviamente si intende rispetto alla platea che normalmente egli accompagna. L’esperienza, la preparazione fisica e le capacità delle persone che in genere porto in escursione, influenzano la valutazione che io faccio del livello delle uscite.</p>



<p>La difficoltà di un itinerario, assieme alla nostra esperienza, ci dovrebbe far capire se saremo in grado di affrontare il percorso proposto o scelto oppure se questo si configura come troppo impegnativo per le nostre capacità. Uso il condizionale perché ovviamente possono subentrare <strong>errori di autovalutazione</strong>, che si traducono nella sovrastima o nella sottostima delle proprie capacità.</p>



<p>Può capitare quindi che partecipi ad uscite di media difficoltà qualcuno che si ritiene in grado di fare quel determinato percorso per poi scoprire di avere dei problemi in alcuni tratti o nel completamento dell’uscita. Viceversa, può succedere che si presentino escursionisti molto preparati ad uscite medio-impegnative, che vengono percorse senza difficoltà né sforzo. </p>



<p>Chi è abituato a venire in escursione con me e non è sicuro di potervi partecipare o meno, supera spesso questo problema di valutazione chiedendomi un parere. Conoscendo l’abilità dell’interessato, sono generalmente in grado di consigliarli o meno l’uscita ed eventualmente evidenziare le possibili difficoltà che potrebbe incontrare. Ciò permette alle persone di godere al meglio delle giornate che passiamo assieme all&#8217;aria aperta che, come ho già detto, rappresenta per me lo scopo principale dell’attività escursionistica: <strong>camminare in montagna deve essere innanzitutto un grande piacere</strong>!</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_3-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-7798" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_3-1024x768.jpg 1024w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_3-300x225.jpg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_3-768x576.jpg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine_3.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Gli splendidi colori autunnali al Lago Federa non possono che infondere buonumore</em></figcaption></figure></div>



<p>La difficoltà delle escursioni è sicuramente un tema delicato e con risvolti personali. Non mancate perciò di farmi avere il vostro parere o di espormi le vostre perplessità. Mai come in questo caso, infatti, i contributi esterni sono importanti. Ma soprattutto vi aspetto sul campo, dove potremo verificare i concetti esposti. Alla fine una camminata vale mille parole!</p>
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		<title>Scarpe da avvicinamento La Sportiva® TX4</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2021 15:26:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Breve recensione delle scarpe da avvicinamento marca La Sportiva® modello TX4, utilizzabili in montagna per escursionismo e trekking leggero. PREMESSA CATEGORIA: scarpa da avvicinamento/approach CHILOMETRI PERCORSI: ca. 1500 UTILIZZO FATTO: escursioni giornaliere in Dolomiti (ca. 1000km) e trekking in Montenegro (ca. 500km) TIPOLOGIA DI TERRENO: tutti, in prevalenza su sentieri rocciosi (sassi, roccia, ghiaia), erbosi&#8230;&#160;<a href="https://axel4trek.com/scarpe-avvicinamento-tx4/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Scarpe da avvicinamento La Sportiva® TX4</span></a></p>
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<p><em>Breve recensione delle scarpe da avvicinamento marca La Sportiva® modello TX4, utilizzabili in montagna per escursionismo e trekking leggero.</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/05/A2B_scarpeTX4_laSportiva-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-4916" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/05/A2B_scarpeTX4_laSportiva-1024x768.jpg 1024w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/05/A2B_scarpeTX4_laSportiva-300x225.jpg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/05/A2B_scarpeTX4_laSportiva-768x576.jpg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/05/A2B_scarpeTX4_laSportiva.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Le TX4 nel Parco Nazionale del Durmitor, in Montenegro</figcaption></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading">PREMESSA</h3>



<p>CATEGORIA: scarpa da avvicinamento/approach</p>



<p>CHILOMETRI PERCORSI: ca. 1500</p>



<p>UTILIZZO FATTO: escursioni giornaliere in Dolomiti (ca. 1000km) e trekking in Montenegro (ca. 500km) </p>



<p>TIPOLOGIA DI TERRENO: tutti, in prevalenza su sentieri rocciosi (sassi, roccia, ghiaia), erbosi e di sottobosco, ma anche su asfalto, fango e neve</p>



<h3 class="wp-block-heading">UTILIZZO</h3>



<p>Ho comprato queste scarpe, classificate come &#8220;da avvicinamento&#8221;, per muovermi in leggerezza su <strong>terreni impegnativi</strong>, in sostituzione del modello Ultra Raptor. Quest&#8217;ultimo è un modello da trail running, troppo morbido per me su percorsi tecnici, anche se più comodo sui tratti di asfalto, nonché rapidamente deteriorabile nella suola.</p>



<p>Finora le ho utilizzate sui sentieri di casa, nelle Dolomiti, per circa 1000km, e in due impegnativi trekking in Montenegro, per quasi 500km, su terreno quanto mai vario ma in prevalenza roccioso (strade sterrate, sentieri sassosi e rocciosi) e a quote solito comprese fra i 1000 e i 2500 metri circa. Ho affrontato anche sentieri morbidi con fondo erboso o di sottobosco con foglie/aghi, altri con fondo di terra, fango o asfalto, nonché vari tratti innevati (anche su discrete pendenze).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/05/A2B_scarpeTX4_laSportiva-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-4915" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/05/A2B_scarpeTX4_laSportiva-1024x768.jpeg 1024w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/05/A2B_scarpeTX4_laSportiva-300x225.jpeg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/05/A2B_scarpeTX4_laSportiva-768x576.jpeg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/05/A2B_scarpeTX4_laSportiva.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Le TX4 sopra e sotto</figcaption></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading">GIUDIZIO</h3>



<p>Sul mio piede, non grosso, le scarpe calzano molto bene e il <strong>sistema di allacciatura</strong> permette un ottimo tensionamento. Unico neo, a mio avviso, è l’eccessivo volume in punta, che lascia un filo troppo spazio per le dita, dove si perde la sensazione di fasciatura. Questo è un vantaggio nelle lunghe distanze su terreni facili, poiché il piede non è costretto nella parte anteriore e può respirare maggiormente, ma nei tratti più tecnici non si ha una precisione assoluta nella “puntata”.</p>



<p>Il <strong>grip</strong> della suola è, a mio avviso,ottimo su roccia, sia asciutta che bagnata (anche nei sassi semisommersi dei guadi) e molto buono su fondi di erba (anche su traversi inclinati) e terra. La tenuta delle scarpe è comunque discreta anche su fango e neve, che non sono certo i terreni per cui questo modello è stato pensato. Discreto il comportamento su asfalto anche se dovendo affrontare tratti lunghi si risente della mancanza di ammortizzazione.</p>



<p>Mai avuto problemi di vesciche o sofferenze particolari al piede. Giudico ottimo il <strong>confort generale</strong> di queste scarpe, anche grazie alla loro leggerezza. Le ho utilizzate fino ad oltre 10 ore di cammino giornaliero e non si sono mai dimostrate fastidiose. </p>



<p>La scarpa è ben strutturata e offre un’ottima<strong> stabilità </strong>per un modello basso, anche sui terreni più impegnativi. Buona la <strong>protezione</strong>, grazie alla gomma che fascia completamente la scarpa sui lati, nella parte inferiore. Buona anche la <strong>resistenza</strong>: dopo tutti i chilometri percorsi, le scarpe si presentano ancora in discrete condizioni, sia nella tomaia, con alcuni segni di scollatura della fascia laterale protettiva in gomma, che nella suola, ancora efficiente e con un consumo attorno al 70/80% (nel puntale si legge ancora la scritta “climbing zone” e tutti i tasselli sono ancora in evidenza).</p>



<h3 class="wp-block-heading">CONCLUSIONI</h3>



<p>Si tratta di un modello (visibile qui: <a href="https://www.lasportiva.com/it/tx4-uomo-verde-17w713619" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.lasportiva.com/it/tx4-uomo-verde-17w713619</a>) polivalente, leggero e con un&#8217;ottima tenuta. Non sono solo delle scarpe da avvicinamento: sono ottime anche per il normale escursionismo, per alpinismo facile e per trekking leggeri. Per chi non si sente sicuro con il modello basso, c&#8217;è anche la versione &#8220;mid&#8221;, con maggiore protezione sulla caviglia. </p>



<p>Potete trovare maggiori informazioni scarpe e scarponi da escursionismo in questo articolo: <a href="https://axel4trek.com/scarpe-e-scarponi-da-escursionismo/">https://axel4trek.com/scarpe-e-scarponi-da-escursionismo/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://axel4trek.com/scarpe-avvicinamento-tx4/">Scarpe da avvicinamento La Sportiva® TX4</a> proviene da <a href="https://axel4trek.com">AXEL4trek</a>.</p>
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		<title>Zaino da montagna FORCLAZ40 AIR+</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 11:01:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equipaggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[recensione zaino]]></category>
		<category><![CDATA[zaino 40L]]></category>
		<category><![CDATA[zaino quechua]]></category>
		<category><![CDATA[zaino trekking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Breve recensione dello zaino modello FORCLAZ40, marca QUECHUA, utilizzabile per trekking in montagna e non solo, leggero e con un ottimo rapporto qualità prezzo. PREMESSA CHILOMETRI PERCORSI: ca. 1600 UTILIZZO FATTO: lunghi cammini (Alpi Marittime &#8211; 100km/5gg; Cretan Way &#8211; 650km/25gg; Dolomiti &#8211; 150km/7gg; Maremma Toscana &#8211; 200km/7gg; Montenegro PPT+CT-1 &#8211; 500km/20gg) e viaggi di&#8230;&#160;<a href="https://axel4trek.com/recensione-zaino-montagna-40l/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Zaino da montagna FORCLAZ40 AIR+</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Breve recensione dello zaino modello FORCLAZ40, marca QUECHUA, utilizzabile per trekking in montagna e non solo, leggero e con un ottimo rapporto qualità prezzo. </em></p>



<h3 class="wp-block-heading">PREMESSA</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="457" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/03/zaino_forclaz_1.jpg" alt="" class="wp-image-3630" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/03/zaino_forclaz_1.jpg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/03/zaino_forclaz_1-197x300.jpg 197w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>



<p>CHILOMETRI PERCORSI: ca. 1600</p>



<p>UTILIZZO FATTO: lunghi cammini (Alpi Marittime &#8211; 100km/5gg; Cretan Way &#8211; 650km/25gg; Dolomiti &#8211; 150km/7gg; Maremma Toscana &#8211; 200km/7gg; Montenegro PPT+CT-1 &#8211; 500km/20gg) e viaggi di pochi giorni</p>



<p>TIPOLOGIA DI TERRENO e CARICO: prevalentemente su sentieri impegnativi, anche molto ripidi e con tratti di arrampicata/ferrata, con peso complessivo (comprensivo dello zaino) mediamente di 9-11 kg</p>



<p>Ho comprato questo <strong>zaino</strong> dopo attento confronto con modelli di marchi più blasonati perché aveva riunite tutte le <strong>caratteristiche fondamentali</strong> che cercavo: leggerezza, rete posteriore per una migliore ventilazione, la tasca esterna e l’apertura laterale con zip, le tasche elastiche (le due laterali e quella frontale) e la tasca superiore, le due taschine sulla cintura e il coprizaino antipioggia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">GIUDIZIO</h3>



<p>Ecco il mio giudizio dopo averlo avuto sulle spalle per circa 1600 km di escursioni e trekking:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="323" height="433" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/03/zaino_forclaz_2.jpg" alt="" class="wp-image-3631" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/03/zaino_forclaz_2.jpg 323w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/03/zaino_forclaz_2-224x300.jpg 224w" sizes="(max-width: 323px) 100vw, 323px" /></figure></div>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>comodità</strong>: buona, le imbottiture sulla fascia ventrale sono un po’ rigide e danno qualche acciacco, dopo il primo giorno di cammino, che passa subito; per il resto, sulle lunghe distanze, lo zaino si dimostra confortevole e non ho mai avuto nessun problema;</li><li><strong>stabilità sulla schiena</strong>: discreta, il sistema di regolazione dell’altezza dello schienale rende leggermente ballerino lo zaino nella parte superiore, problema eliminabile parzialmente stingendo bene le varie cinghie delle altre regolazioni (le due, per lato, sugli spallacci e le due frontali);</li><li><strong>ventilazione</strong>: ottima grazie alla rete che riduce al massimo le parti a contatto col corpo;</li><li><strong>accesso agli scomparti</strong>: ottimo, con lo zaino sulla schiena si accede facilmente alle due tasche laterali e a quella superiore (riuscendo così ad avere sottomano molte cose senza necessità di toglierlo), oltre che naturalmente alle due taschine sulla cintura;</li><li><strong>resistenza</strong>: discreta, la leggerezza si paga con una certa fragilità, in particolare nel materiale delle tasche laterali e frontale (comodo per la sua elasticità ma delicato se si striscia su roccia o vegetazione appuntita) e della rete posteriore (che a me si è consumata per sfregamento con gli spallacci in alcuni punti, problema risolto con l’aggiunta di nastro telato); normali segni di consumo per sfregamento in alcuni punti degli spallacci e del tessuto che riscopre il telaio rigido; nel complesso comunque lo zaino è ancora in condizioni molto buone e perfettamente utilizzabile;</li><li><strong>impermeabilità</strong>: buona per piogge non intense grazie all’antipioggia integrato nello zaino (non ho avuto modo di testalo sotto forti piogge);</li><li><strong>dimensioni e capienza</strong>: ottima, ritengo che la capienza dello zaino sia quella giusta per i cammini, anche molto lunghi; è infatti possibile caricare internamente e nelle varie tasche tutto il necessario senza alcun problema; esternamente è possibile fissare con facilità materassino e tenda nella parte inferiore grazie agli appositi anelli di tessuto.</li></ul>



<h3 class="wp-block-heading">CONCLUSIONI</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="330" height="357" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/03/zaino_forclaz_4.jpg" alt="" class="wp-image-3632" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/03/zaino_forclaz_4.jpg 330w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2021/03/zaino_forclaz_4-277x300.jpg 277w" sizes="(max-width: 330px) 100vw, 330px" /></figure></div>



<p>Nel complesso posso dire di essere <strong>molto soddisfatto</strong> della scelta, si tratta di uno <strong>zaino</strong> che per caratteristiche e dimensioni si presta ad un <strong>ampio utilizzo</strong> in montagna, sia per tipologia (viaggi, escursioni brevi, lunghi cammini, trekking…) che per durata delle escursioni (perfetto sia dai due giorni fino al mese e oltre, che per le gite di un solo giorno se si ha bisogno di più volume). A mio parere sarebbe <strong>migliorabile lo schienale</strong>: eliminandone il sistema di regolazione (facendo cioè solo taglie fisse, tipo S-M-L), oltre a semplificare la struttura dello schienale, si aumenterebbe la stabilità dello zaino e si eliminerebbero le zone di frizione che portano al consumarsi della rete (probabili anche un aumento della superficie ventilante della rete ed una piccola riduzione di peso).</p>



<p>Potete trovare maggiori informazioni sull&#8217;equipaggiamento per l&#8217;escursionismo in montagna in questo articolo: <a href="https://axel4trek.com/equipaggiamento-escursionismo-estivo-in-montagna/">https://axel4trek.com/equipaggiamento-escursionismo-estivo-in-montagna/</a></p>



<p><strong>AGGIORNAMENTO 2021</strong> &#8211; Questo zaino è stato sostituito dal modello: MH500, visibile nel sito <a href="https://www.decathlon.it/p/zaino-montagna-mh500-40l/_/R-p-310102?mc=963085&amp;c=NERO" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.decathlon.it/p/zaino-montagna-mh500-40l/_/R-p-310102?mc=963085&amp;c=NERO</a>. Il nuovo modello è molto simile al precedente ma presenta alcune migliorie, fra cui il sistema a taglie fisse (S e L) e una maggiore imbottitura negli spallacci e nella fascia ventrale, che si traducono in una maggiore comodità.</p>
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		<title>Estate 2020: Escursionismo e Overtourism nelle Dolomiti</title>
		<link>https://axel4trek.com/estate2020-escursionismo-e-overtourism-dolomiti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2020 11:23:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[escursionismo]]></category>
		<category><![CDATA[estate 2020]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un’estate di uscite quasi quotidiane, affronto in questo articolo le tematiche dell’overtourism e dell’escursionismo nelle Dolomiti. Prendendo spunto da recenti fatti di cronaca (agosto 2020) e collegandomi al risalto che il fenomeno ha ricevuto sui media, propongo alcune riflessioni personali, nella speranza che in futuro si ri-crei una cultura escursionistica che oggi è scarsamente&#8230;&#160;<a href="https://axel4trek.com/estate2020-escursionismo-e-overtourism-dolomiti/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Estate 2020: Escursionismo e Overtourism nelle Dolomiti</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Dopo un’estate di uscite quasi quotidiane, affronto in questo articolo le tematiche dell’overtourism e dell’escursionismo nelle Dolomiti.</em> <em>Prendendo spunto da recenti fatti di cronaca (agosto 2020) e collegandomi al risalto che il fenomeno ha ricevuto sui media, propongo alcune riflessioni personali, nella speranza che in futuro si ri-crei una cultura escursionistica che oggi è scarsamente presente in molti frequentatori della montagna.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">INTRODUZIONE</h3>



<p><strong>Estate 2020 sulle Dolomiti</strong>: fra luglio e agosto mi sono mosso quasi quotidianamente sui sentieri delle montagne bellunesi, quasi sempre per escursioni organizzate o sopralluoghi.</p>



<p>Risultato: ne ho viste “di tutti i colori”! In particolare ciò che più mi ha colpito, negativamente, è stato il dilagante fenomeno dell’<strong>escursionismo improvvisato </strong>e della mancanza, totale o quasi, da parte di molti frequentatori della montagna, di quella che definisco come “cultura dell’escursionismo”.</p>



<p>Strettamente connesso a questo, ma di carattere molto più generale (globale direi, per usare un termine oggi molto in voga), troviamo il fenomeno dell’<strong>o<em>vertourism</em></strong>, e proprio da qui parto per un’analisi della situazione. Tornerò quindi a trattare il tema che mi riguarda più da vicino, cioè l’escursionismo, per capire quali sono i legami fra le due cose.</p>



<p>Strada facendo, propongo delle riflessioni personali che sono il frutto anche del confronto su queste tematiche con altri operatori del settore oltre che con amici escursionisti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">IL FENOMENO DELL’<em>OVERTOURISM</em></h3>



<p>Per <strong><em>overtourism</em></strong> si intende il sovraffollamento turistico di alcune destinazioni, con conseguenti impatti negativi. Si tratta di un fenomeno in ascesa che minaccia numerose località (città, luoghi d’arte, spiagge, montagne, ecc) ovunque nel mondo. In particolare, molti luoghi naturali di pregio nelle Dolomiti vengono presi d’assalto da turisti ed escursionisti con sempre maggior frequenza.</p>



<p>Questo fenomeno è intimamente connesso al fenomeno mediatico della televisione e dei social media. Si vuole cioè visitare un luogo divenuto famoso attraverso gli schermi per poter scattare foto e selfie in quel contesto e poter così certificare e mostrare a tutti (= a nessuno) di “esserci stati”. Un <strong>approccio consumistico</strong> che dagli oggetti si è ormai trasferito ai luoghi e alle esperienze, che vengono così privati di ogni valore&#8230; un virus, quello dell’apparenza effimera, che ha contagiato molti di noi, ignari di esserne stati colpiti e ormai vittime di un <strong>degrado spirituale</strong> con conseguenze disastrose.</p>



<p>Questo tipo di turismo e di approccio ai luoghi provoca, come conseguenza, un generale <strong>degrado ambientale</strong> dei siti interessati dal fenomeno, la cui capienza è di gran lunga inferiore. Ciò è ancora più evidente quando ci spostiamo in alta montagna, dove troviamo ecosistemi delicati e fragili, assolutamente non adatti a sopportare una massiccia invasione di esseri umani. Oppure su sentieri stretti ed esposti, con oggettivi rischi di percorrenza. O ancora in laghetti alpini che vengono scambiati per piscine di un parco divertimenti.</p>



<p>Il sovraffollamento impoverisce e svaluta l’esperienza anche di coloro che ancora cercano di rimanere al di fuori di questo <strong>approccio “mordi e fuggi”</strong>. Per vivere esperienze ancora autentiche e intime, ecco che sempre più spesso si sceglie quindi un approccio diverso, frequentando certi luoghi in orari come l’alba o il tramonto, o fuori stagione. Si cerca cioè di evitare quanto più possibile proprio il turismo di massa, per poter <strong>assaporare la bellezza</strong> e i silenzi che la natura incontaminata sa regalare.</p>



<p>Il fenomeno dell’<em>overtourism</em> non è certo semplice da analizzare ma sicuramente sono possibili alcune <strong>misure per contenere la problematica</strong>, fra cui, con particolare riferimento alle Dolomiti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>valorizzare itinerari meno famosi ma altrettanto belli (ce ne sono un’infinità!);</li><li>promuovere la destagionalizzazione (i mesi di maggio e ottobre, ad esempio, sono spesso ottimi per praticare l’escursionismo negli opportuni itinerari);</li><li>limitare il numero degli accessi a determinate aree e in determinati periodi;</li><li>riscuotere un biglietto d’ingresso ai luoghi più frequentati, in cambio della dotazione di servizi igienici e di cestini per i rifiuti.</li></ul>



<p>Spesso però l’attuazione di queste azioni, che pure sono state in alcuni casi già intraprese, viene comunque vanificata proprio da noi stessi, con i nostri <strong>comportamenti</strong> del tutto <strong>irrispettosi e irresponsabili</strong>. Basta vedere la quantità di rifiuti (plastici e non) che viene abbandonata lungo i sentieri. Oppure come alcuni angoli più appartati vengano eletti a “bagni pubblici” con abbondante spargimento di fazzoletti di carta e altro. O ancora gli schiamazzi in luoghi che sono dei veri e propri santuari naturali, templi dell’anima di una madre terra violentata senza ritegno. Purtroppo la lista sarebbe ancora lunga…</p>



<p>Ritengo, quindi, che alla fine la responsabilità sia sempre e comunque nostra. E di base ciò che maggiormente manca è l’educazione e il rispetto per la montagna e più in generale per la natura, di cui forse abbiamo dimenticato che l’essere umano è parte integrante. Ritornerò su questo argomento più avanti.</p>



<p>Prima di entrare nell’ambito più specifico dell’escursionismo e nel territorio più ristretto delle Dolomiti, segnalo un paio di interessanti articoli <strong>per</strong> chi volesse <strong>approfondire</strong> queste tematiche: <a href="https://www.ecoturismonline.net/overtourism-che-cose-e-come-possiamo-arginarlo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-neve-btn-bg-hover-color">https://www.ecoturismonline.net/overtourism-che-cose-e-come-possiamo-arginarlo/</span></a> (sull’<em>overtourism</em>) e <a href="https://www.wordsonthemoon.com/turismo-con-instagram/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-neve-btn-bg-hover-color">https://www.wordsonthemoon.com/turismo-con-instagram/</span></a> (sul rapporto fra turismo e <em>Instagram</em>).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="455" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_overtourism_Dolomiti-1024x455.jpg" alt="" class="wp-image-2017" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_overtourism_Dolomiti-1024x455.jpg 1024w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_overtourism_Dolomiti-300x133.jpg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_overtourism_Dolomiti-768x341.jpg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_overtourism_Dolomiti-1536x683.jpg 1536w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_overtourism_Dolomiti.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Foto tratte dal web: il Dolomiti &amp; FaceBook CNSAS</figcaption></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading"><em>OVERTOURISM</em> ED ESCURSIONISMO NELLE DOLOMITI</h3>



<p><strong>Nelle Dolomiti</strong> questa stagione estiva, partita molto in sordina a causa del fenomeno COVID19, ha visto rafforzarsi progressivamente un afflusso sempre più intenso verso le località di montagna. In particolare fra luglio e agosto, molte persone hanno preferito gli spazi montani, teoricamente meno affollati rispetto alle spiagge.</p>



<p>Per varie ragioni (che esulano lo scopo dell’articolo) la stragrande maggioranza di queste persone ha deciso di muoversi con un pendolarismo quasi quotidiano piuttosto che fermarsi in strutture in loco. Tralascio di parlare dei problemi che la cosa ha creato al traffico locale, già molto intenso in condizioni estive normali. Evidenzio invece come molti di questi frequentatori della montagna siano persone non abituate a muoversi in questo tipo di ambiente. Si tratta infatti di persone che si sono trasformate in <strong>escursionisti improvvisati</strong> per l’occasione, senza alcuna esperienza e con una preparazione teorica e pratica molto bassa o del tutto assente.</p>



<p>Nel corso delle mie escursioni, organizzate e non, pur evitando i luoghi di maggiore affollamento e le mete più gettonate (dove il fenomeno è ancora più palese), ho visto gente con un abbigliamento/equipaggiamento del tutto inadeguati al tipo di itinerario che stavano percorrendo. Molto spesso mi sono state rivolte domande che mi hanno fatto capire come queste persone avessero un’idea quanto meno approssimativa di dove fossero, di dove dovessero andare o di quali fossero le tempistiche o le difficoltà da affrontare per gli spostamenti sui sentieri.</p>



<p>Questi e altri episodi hanno evidenziato inoltre come uno dei problemi di fondo sia la <strong>sovrastima delle proprie capacità</strong> e conoscenze e la <strong>sottostima dei pericoli</strong> a cui si va incontro. Questi escursionisti improvvisati si ritengono preparati quanto basta per fare una cosa che non hanno mai fatto, cioè camminare in montagna. Oppure che hanno già fatto (camminare) ma in luoghi molto più abbordabili (spiagge, parchi cittadini, strade di pianura, ecc). Inoltre, a riprova della loro scarsa conoscenza dell’ambiente montano, che viene sottovalutato, e di un generale atteggiamento di presunzione, non ritengono affatto necessario appoggiarsi ad una guida competente. Questo potrebbe invece garantire loro una giornata vissuta in tranquillità, senza pensieri relativi al dove e come muoversi, limitando i rischi. Senza contare il maggiore valore educativo e conoscitivo&#8230;</p>



<p>Fra le destinazioni dolomitiche affette dall’<em>overtourism</em> che ho vicinissimo a casa, troviamo le Tre Cime di Lavaredo, i laghi del Sorapiss, di Braies e del Coldai, l’area del Lagazuoi e delle 5 Torri. Sono tutti luoghi di grande bellezza, alcuni raggiungibili molto facilmente e con poca fatica, fattore che li condanna a subire un attacco di massa. Per ognuno di essi, però, ce ne sono però un’infinità altrettanto belli ma del tutto snobbati. Qui si incontrano sparuti escursionisti anche andando a ferragosto ed ancora è possibile vivere <strong>esperienze autentiche</strong> in mezzo ad una bellezza silenziosa e incontaminata.</p>



<p>In agosto, alcuni appelli di addetti al settore hanno avuto notevole risalto mediatico, specie nella zona di <strong>Cortina d’Ampezzo</strong>, proprio per richiamare l’attenzione su una situazione divenuta ormai insostenibile. In proposito, segnalo questo articolo: <a href="https://www.ildolomiti.it/societa/2020/dolomiti-prese-dassalto-dai-laghi-alle-ferrate-in-coda-sui-sentieri-spesso-senza-mascherina-per-una-montagna-sempre-piu-modello-rimini" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-neve-btn-bg-hover-color">https://www.ildolomiti.it/societa/2020/dolomiti-prese-dassalto-dai-laghi-alle-ferrate-in-coda-sui-sentieri-spesso-senza-mascherina-per-una-montagna-sempre-piu-modello-rimini</span></a> </p>



<p>Passiamo ora ad analizzare dei dati, relativi agli interventi di soccorso in montagna, che ci faranno capire alcune cose importanti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilDolomiti_11-2-20_lagoBraies.jpg" alt="" class="wp-image-2018" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilDolomiti_11-2-20_lagoBraies.jpg 800w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilDolomiti_11-2-20_lagoBraies-300x169.jpg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilDolomiti_11-2-20_lagoBraies-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Foto tratta dal web: il Dolomiti del 11-2-2020</figcaption></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading">ESCURSIONISMO E INCIDENTI IN MONTAGNA</h3>



<p>Parto da alcuni dati del <strong>Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico</strong> (<strong><a href="https://www.cnsas.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-neve-btn-bg-hover-color">CNSAS</span></a></strong>) per inquadrare il fenomeno degli incidenti in montagna e vedere come la tematica si collega al fenomeno dell’<em>overtourism</em>.</p>



<p>Secondo i <a href="https://www.cnsas.it/2020/04/06/i-dati-record-2019-piu-di-10mila-missioni-di-soccorso-in-montagna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-neve-btn-bg-hover-color">dati del CNSAS</span></a>, nel 2019 (con un aumento di oltre il 7% rispetto all’anno precedente) sono stati effettuati oltre 10mila interventi di soccorso. Di questi interventi, il 75% si sono svolti in <strong>terreno montano</strong> e oltre il 50% nel <strong>periodo estivo</strong> (tra giugno e settembre). Quasi il 44% dei soccorsi ha interessato persone che praticavano l’<strong>escursionismo</strong>. In oltre il 46% degli incidenti in montagna, la causa principale ha riguardato <strong>cadute e scivolate</strong>, mentre nel 26% dei casi il soccorso è avvenuto per l’<strong>incapacità</strong> a continuare il percorso. Chiudo con altri tre dati, a mio avviso molto significativi: solo il 3,5% dei soccorsi hanno riguardato <strong>soci del Club Alpino Italiano</strong> (CAI), una chiamata su tre ha riguardato <strong>persone illese</strong>, quasi il 70% gli <strong>uomini</strong> soccorsi.</p>



<p>L’analisi d’insieme di questi dati fa capire come gli incidenti capitino in prevalenza a coloro si improvvisano escursionisti, senza preparazione o conoscenze specifiche, e a coloro sopravvalutano le proprie capacità. Avere una consapevolezza dei propri limiti e affidarsi ad un accompagnatore competente, come in genere fanno le donne, limita considerevolmente i rischi connessi all’escursionismo e da maggiori garanzie di passare una <strong>giornata gratificante e piacevole</strong> in montagna.</p>



<p>In particolare, una guida dovrebbe garantire un’<strong>opportuna scelta dell’itinerario </strong>e ad una corretta pianificazione della gita. Aggiungo che, in caso di incidente una figura preparata ad affrontare emergenze di questo tipo può senz’altro mitigare le conseguenze negative, aiutando direttamente l’escursionista infortunato o favorendo i soccorsi da parte degli operatori del CNSAS.</p>



<p>Ho accennato proprio all’inizio dell’articolo al fatto che, a mio parere, oggi manchi una generale “<strong>cultura escursionistica</strong>” da parte di molti frequentatori della montagna, quelli che chiamo “escursionisti improvvisati”, stretti parenti forse dei turisti “mordi e fuggi”. Cosa intendo per “cultura dell’escursionismo”? Essa comprende vari elementi, che assieme permettono di frequentare la montagna innanzitutto con un atteggiamento di rispetto, e quindi con la necessaria competenza e almeno un minimo di sicurezza:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>conoscenze pratiche e teoriche;</li><li>preparazione psico-fisica;</li><li>esperienza;</li><li>ma, soprattutto, il rispetto per la natura e per coloro che la frequentano con rispetto.</li></ul>



<p>La mancanza di uno, spesso alcuni o anche tutti questi elementi, è frequentemente causa di sbagli grossolani su tempistiche ed equipaggiamento e può portare a disavventure e infortuni. <strong>Fare escursionismo</strong> in montagna, al pari di tante altre attività sportive e non, ha delle regole e delle buone pratiche. Farlo in compagnia di qualcuno formato appositamente per trasmettere queste conoscenze, permette di acquisire una corretta esperienza e, col tempo, di poterlo praticare anche da soli. Una guida, inoltre, dovrebbe <strong>conoscere</strong> a fondo i <strong>luoghi e</strong> gli <strong>ambientinaturali</strong> dove accompagna i propri escursionisti, sapendo quindi dove e come muoversi, sia in condizioni normali che in caso di imprevisti vari.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="620" height="340" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilGazzettino_20-8-18_lagoSorapiss.jpg" alt="" class="wp-image-2019" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilGazzettino_20-8-18_lagoSorapiss.jpg 620w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilGazzettino_20-8-18_lagoSorapiss-300x165.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /><figcaption>Foto tratta dal web: il Gazzettino del 20-8-2020</figcaption></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading">CONCLUSIONI – COMPITI DI UNA GUIDA</h3>



<p>Come <strong>guida escursionistica</strong> (oggi Guida Ambientale Escursionistica, prima Guida Naturalistica) non posso non richiamare l’attenzione sul fatto che spesso l’atteggiamento degli italiani in montagna (77% delle richieste di soccorso) è diverso da quello degli stranieri. Mi riferisco alla&nbsp; generale tendenza dei primi a ritenere del tutto superfluo il farsi accompagnare in escursione da figure competenti, formate proprio a questo scopo.</p>



<p>Fra i ruoli della guida, oltre alla scelta dell’itinerario e alla pianificazione della gita, ritengo fondamentale quello di far scoprire agli escursionisti i luoghi meno conosciuti (ma non per questo meno belli) e di condurli su itinerari meno frequentati. Un’azione, quindi, di <strong>promozione del territorio a 360°</strong>, favorendo una conoscenza più profonda dell’ambiente naturale e delle sue dinamiche e aiutando ad apprezzarne le innumerevoli bellezze.</p>



<p>Non solo, noi guide dovremmo essere in grado di trasmettere proprio ciò che oggi maggiormente manca, cioè la “cultura dell’escursionismo”. Sia attraverso le nozioni pratiche e toriche di base su come si affronta e ci si comporta in montagna, sia accennando ai pericoli insiti in un ambiente che può essere bellissimo e terribile allo stesso tempo.</p>



<p>La montagna e la natura in generale, infatti, possono essere <strong>maestre di vita</strong> ma possono trasformarsi nel giro di un attimo in dispensatrici di morte. Conoscerne le dinamiche e i pericoli, frequentarla con un atteggiamento umile, di attenzione e rispetto, aiutano a muoversi con maggiore consapevolezza, limitando i rischi e dando maggior valore all’esperienza vissuta.</p>



<p>Senza pretese di aver ragione su tutto, ma comunque con vena polemica, spero di aver fornito qualche spunto utile a chi, come me, ama l’escursionismo e la montagna e cerca in questi una via per raggiungere un’<strong>armonia personale </strong>e per vivere e condividere <strong>esperienze autentiche e profonde</strong>. &nbsp; </p>



<p>Buone escursioni a tutti, possibilmente in sicurezza e in buona compagnia!</p>
<p>L'articolo <a href="https://axel4trek.com/estate2020-escursionismo-e-overtourism-dolomiti/">Estate 2020: Escursionismo e Overtourism nelle Dolomiti</a> proviene da <a href="https://axel4trek.com">AXEL4trek</a>.</p>
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		<title>Camminare bene con i bastoncini da trekking: perché, quando e come usarli</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2020 16:06:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[bastoncini da trekking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo dei bastoncini da trekking: sono utili o meno? quando sono da usare e quando da tenere nello zaino? come vanno utilizzati in modo corretto? Nell’articolo risponderò a tutte queste domande e non solo, vedremo anche alcuni consigli su come camminare durante un’escursione in montagna per limitare i rischi di farsi male. Perché, come diceva&#8230;&#160;<a href="https://axel4trek.com/i-bastoncini-da-trekking-in-montagna/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Camminare bene con i bastoncini da trekking: perché, quando e come usarli</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://axel4trek.com/i-bastoncini-da-trekking-in-montagna/">Camminare bene con i bastoncini da trekking: perché, quando e come usarli</a> proviene da <a href="https://axel4trek.com">AXEL4trek</a>.</p>
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<p><em>Parliamo dei bastoncini da trekking: sono utili o meno? quando sono da usare e quando da tenere nello zaino? come vanno utilizzati in modo corretto?</em> <em>Nell’articolo risponderò a tutte queste domande e non solo, vedremo anche alcuni consigli su come camminare durante un’escursione in montagna per limitare i rischi di farsi male.</em> <em>Perché, come diceva Leonardo da Vinci: </em>Raro cade chi ben cammina.</p>



<h3 class="wp-block-heading">INTRODUZIONE</h3>



<p>Affrontiamo un tema che a volte è molto controverso: quello dei <strong>bastoncini da trekking</strong>.</p>



<p>Mi è capitato più volte di trovarmi di fronte a pregiudizi o atteggiamenti di rifiuto nei confronti di questo semplice strumento. Persone che ritengono i bastoncini da trekking come qualcosa “da vecchi”, altri che sostengono di non essere in grado di usarli o che siano scomodi&#8230;</p>



<p>Nell’articolo che state leggendo non intendo parlare di questo o quel punto di vista individuale, per quanto discutibile. Voglio invece dare un parere personale frutto di una <strong>lunga esperienza</strong> in merito. Dopo aver camminato per svariate migliaia di chilometri, forse abbastanza da coprire la circonferenza terrestre in corrispondenza dell’equatore, credo di potermi infatti esprimere sull’argomento con competenza.</p>



<p>La maggior parte di questa strada l’ho percorsa proprio con i bastoncini da trekking. Analizziamone quindi assieme i pro e i contro nelle diverse possibili situazioni, lasciando perdere eventuali preconcetti e cercando invece di capire come sfruttare al meglio questo attrezzo.</p>



<p>Comunque l’ultima parola sull’utilizzo resta vostra: avete la totale <strong>libertà di scegliere se e quando usarli</strong>, ma leggendo l’articolo avrete almeno le nozioni per farlo in modo corretto. Nella seconda parte dell’articolo farò alcune riflessioni e darò alcuni consigli di base relativamente alla <strong>pratica del camminare bene</strong>. Cioè come camminare lungo i sentieri di montagna limitando i rischi di farsi male, evitando per esempio storte alle caviglie o cadute potenzialmente dannose.</p>



<h3 class="wp-block-heading">PERCHÈ USARE I BASTONCINI DA TREKKING</h3>



<p>I <strong>benefici</strong> sono molteplici e quelli di tipo posturale-fisiologico sono supportati da ricerche di carattere medico-scientifico:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>migliore distribuzione dei pesi</strong>: alleggerimento sulle articolazioni, minore fatica;</li><li><strong>maggiore equilibrio e stabilità</strong>: maggiore sicurezza;</li><li><strong>maggiore dinamicità</strong>: miglioramento respirazione, circolazione e postura;</li><li><strong>strumento multiuso</strong>: possibilità di avere sottomano un attrezzo utile a vari utilizzi pratici.</li></ul>



<p>Vediamoli nel dettaglio.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Miglioramento nella distribuzione dei pesi</strong></h4>



<p>Tutto parte dal fatto che <strong>4 appoggi</strong> sono <strong>meglio di 2</strong>. Nonostante i due appoggi dei bastoncini non siano certo paragonabili a quelli delle gambe, il contributo che danno è comunque notevole. In particolare, ci permettono, attraverso le braccia, di scaricare parte del peso della parte alta del corpo. Ciò è tanto più vero, quanto più pesante è lo zaino che portiamo. Questo si traduce in un <strong>alleggerimento dei carichi su schiena e ginocchia</strong>, tanto più percepibile quanto maggiori sono le pendenze che affrontiamo.</p>



<p>Grazie alla <strong>spinta in avanti</strong> che ci forniscono, inoltre, faremo <strong>meno fatica</strong>, e anche in questo caso più i sentieri sono ripidi e più ce ne accorgiamo. Meno fatica significa, infine, <strong>migliori prestazioni</strong>, in particolare per coloro che guardano all’aspetto più sportivo dell’escursionismo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="342" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_bastoncini_trekking-1024x342.jpg" alt="" class="wp-image-768" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_bastoncini_trekking-1024x342.jpg 1024w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_bastoncini_trekking-300x100.jpg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_bastoncini_trekking-768x256.jpg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_bastoncini_trekking-1536x512.jpg 1536w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_bastoncini_trekking.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Progressione con i bastoncini da trekking</figcaption></figure></div>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Miglioramento dell’equilibrio e della stabilità</strong></h4>



<p>Vale lo stesso principio appena visto: 4 appoggi sono meglio di 2. Utilizzando i bastoncini, assomigliamo di più ad un <strong>quadrupede</strong> e sappiamo come alcuni di loro (camosci, stambecchi, capre di montagna, …) siano famosi per la loro agilità motoria e la loro <strong>abilità</strong> <strong>su terreni impervi</strong>. </p>



<p>Anche in questo caso i benefici sono tanto maggiori quanto più è sconnesso, instabile e/o scivoloso il terreno su cui ci muoviamo. L’uso dei bastoncini da trekking ci permette di essere più stabili e ci aiuta a mantenere l’equilibrio in situazioni delicate. Questo significa <strong>maggiore sicurezza</strong>. Con i bastoncini, per esempio, possiamo correggere in un attimo un accenno di scivolata, aiutarci per guadare un corso d’acqua o saggiare il manto nevoso.</p>



<p>Chi volesse approfondire l’aspetto di come il corpo mantiene l’equilibrio attraverso tanti piccoli aggiustamenti, può andare nella pagina (in inglese) del <a href="https://www.salk.edu/news-release/walking-on-ice-takes-more-than-brains/" class="aioseop-link"><span style="color:#0033a3" class="has-inline-color">Salk Institute for Biological Studies</span></a>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Maggiore dinamicità corporea complessiva</strong></h4>



<p>Utilizzando i bastoncini muoviamo anche le braccia, che altrimenti rimarrebbero molto più passive. Ciò implica un movimento più completo del corpo e quindi una <strong>migliore circolazione complessiva</strong> del sangue. Il corpo adotta, inoltre, una <strong>postura più corretta</strong>, con conseguente ampliamento della gabbia toracica, che si traduce in una <strong>maggiore capacità respiratoria</strong>.</p>



<p>Infine, i bastoncini ci aiutano muovere in modo più armonico la parte superiore del corpo, rendendo la <strong>camminata più dinamica e sciolta</strong>. Questo fatto permette di mantenere un ritmo di camminata più costante, favorendo anche in questo caso l’aspetto della prestazione sportiva.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Strumento multiuso a portata di mano</strong></h4>



<p>Affrontare un’escursione con i bastoncini da trekking può, infine, rivelarsi utile anche in <strong>situazioni di emergenza o </strong>comunque<strong> di difficoltà</strong>. Per esempio, nel caso in cui dobbiamo ripararci sotto un telo (<em>tarp</em>), eccoci pronto un paio di aste di supporto. O ancora, in caso di una piccola storta ad una caviglia, che ci rende difficile e doloroso l’appoggio del peso, i bastoncini fungono da stampelle di emergenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">QUANDO USARLI E QUANDO NO</h3>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quando NON usare i bastoncini da trekking</strong></h4>



<p>Nei sentieri impegnativi <strong>dove è necessario servirsi delle mani per la progressione</strong>, anche nel caso si tratti solo di brevi passaggi. In queste delicate situazioni, infatti, i bastoncini sono di <strong>intralcio</strong> ed è sempre meglio ripiegarli e fissarli bene allo zaino per non incorrere in incidenti.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quando usare i bastoncini da trekking</strong></h4>



<p>In tutte le altre situazioni! Nelle camminate brevi e/o semplici, su itinerari pianeggianti o se sono senza zaino, personalmente ne faccio a meno. In questi casi, infatti, la postura è comunque bella eretta, le braccia si muovono oscillando e preferisco sentirmi completamente libero. Inoltre, muoversi senza bastoncini, favorisce il naturale senso dell’equilibrio corporeo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">IL CORRETTO UTILIZZO DEI BASTONCINI DA TREKKING</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="240" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_altezza-300x240.jpeg" alt="" class="wp-image-738" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_altezza-300x240.jpeg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_altezza-1024x819.jpeg 1024w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_altezza-768x614.jpeg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_altezza.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption>Corretta lunghezza dei bastoncini </figcaption></figure></div>



<p>Vediamo adesso come impugnarli e come utilizzarli nelle diverse situazioni, limitando la possibilità di arrecare danno a noi stessi e alle persone che sono con noi in escursione.</p>



<p>Prima di cominciare però, due parole sulla <strong>giusta lunghezza</strong>: i bastoncini vanno regolati in modo che, impugnandoli su un terreno pianeggiante, gli avambracci risultino paralleli al suolo. In caso di salite ripide, possiamo accorciarli leggermente; allo stesso modo, in discese lunghe e scoscese possiamo allungarli un po’ per facilitarci nei movimenti e negli appoggi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="240" height="300" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_impugnatura-240x300.jpeg" alt="" class="wp-image-736" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_impugnatura-240x300.jpeg 240w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_impugnatura-819x1024.jpeg 819w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_impugnatura-768x960.jpeg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_impugnatura.jpeg 960w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /><figcaption>Impugnatura dei bastoncini</figcaption></figure></div>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Impugnatura</strong></h4>



<p>Tutti i bastoncini hanno un cinturino che va regolato in modo da essere corto senza però stringere. La mano va infilata nel passante <strong>dal basso</strong>, in modo che, impugnando il bastoncino, venga impugnato anche il cinturino. Così facendo possiamo utilizzare il bastoncino in spinta (salita) e in frenata (discesa) attraverso polso e passante, evitando una presa sull’impugnatura troppo stretta e lasciando le mani rilassate.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Ritmo di puntamento</strong></h4>



<p>Quando camminiamo ad un ritmo medio-basso, su sentieri impegnativi e/o ripidi, muoveremo i bastoncini <strong>al ritmo dei nostri passi</strong>, puntando il bastoncino destro quando avanziamo col piede sinistro e viceversa.</p>



<p>Quando camminiamo ad un ritmo medio-alto, invece, su sentieri non difficili e con ridotta pendenza, possiamo muovere il bastoncino ogni due passi. In questi casi i bastoncini si avanzano assieme ad uno dei due piedi, uno in sincronia (per es. piede destro+bastoncino destro) e uno in opposizione (per es. piede destro+bastoncino sinistro).</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Distanza laterale di puntamento</strong></h4>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="240" height="300" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_salita-240x300.jpeg" alt="" class="wp-image-737" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_salita-240x300.jpeg 240w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_salita-819x1024.jpeg 819w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_salita-768x960.jpeg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_salita.jpeg 960w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /><figcaption>Puntamento dei bastoncini in salita</figcaption></figure></div>



<p>I bastoncini vanno puntati circa <strong>una spanna a lato dei nostri piedi</strong>, più interni rischierebbero di farci inciampare, mentre più esterni perdono di efficacia come punto d’appoggio.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>In salita &#8211; distanza frontale di puntamento</strong></h4>



<p>In salita, oltre che per la stabilità e l’alleggerimento dei carichi, i bastoncini da trekking servono per darci un effetto spinta. Vanno quindi puntati pressappoco <strong>all’altezza della parte anteriore del piede più avanzato</strong>, tenendo la parte superiore leggermente inclinata in avanti.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>In discesa &#8211; distanza frontale di puntamento</strong></h4>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="240" height="300" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_discesa_1-240x300.jpeg" alt="" class="wp-image-734" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_discesa_1-240x300.jpeg 240w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_discesa_1-819x1024.jpeg 819w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_discesa_1-768x960.jpeg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_discesa_1.jpeg 960w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /><figcaption>Puntamento dei bastoncini in discesa</figcaption></figure></div>



<p>In discesa i bastoncini servono soprattutto per frenarci, oltre che per favorire l’equilibrio. Vanno quindi puntati <strong>abbastanza avanti</strong>, senza compromettere la corretta postura del corpo, utilizzando le braccia come un ammortizzatore. In questo modo si alleggerisce il lavoro delle ginocchia e della schiena, su cui grava un gran peso in fase di discesa.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="240" height="300" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_discesa_2-240x300.jpeg" alt="" class="wp-image-735" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_discesa_2-240x300.jpeg 240w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_discesa_2-819x1024.jpeg 819w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_discesa_2-768x960.jpeg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1E_discesa_2.jpeg 960w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /><figcaption>Puntamento dei bastoncini in discesa</figcaption></figure></div>



<p>Possiamo impugnarli normalmente (foto a destra), oppure appoggiando il palmo sopra l’impugnatura (foto a sinistra), per favorire l’azione frenante e ammortizzante. Possiamo anche impugnarli senza infilare la mano nel cinturino, così da poterli mollare subito nel caso si dovessero incastrare, cosa che può succedere su fondi sassosi particolarmente sconnessi. Ma per camminare bene, con o senza bastoncini da trekking, abbiamo bisogno di avere la piena consapevolezze e il totale controllo del nostro corpo in movimento. Vediamo di approfondire questo aspetto nell’ultima parte dell’articolo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">CAMMINARE BENE – PARTE TEORICA</h3>



<p>Raramente cade chi cammina bene! Lo diceva Leonardo da Vinci 500 anni fa e chi siamo noi per mettere in dubbio le parole di un tale genio?</p>



<p>Apro questo paragrafo con un esempio tratto dalla mia esperienza personale. Quando sono impegnato in lunghe camminate, capisco di essere stanco nel momento in cui mi inciampo più volte nel giro di pochi minuti. Ho imparato col tempo che è come un campanello d’allarme: al terzo squillo (inciampo) mi fermo e riposo.</p>



<p>Con questo voglio dire che, normalmente, il <strong>livello di</strong> <strong>attenzione</strong> e l’<strong>efficacia del </strong>modo di <strong>camminare</strong> sono tali per cui inciamparmi capita estremamente di rado. Quando ci si sposta da soli in luoghi remoti è fondamentale non farsi male e anche una semplice caduta può avere gravi conseguenze. Col tempo mi sono abituato, quindi, ad alzare la soglia di attenzione per <strong>ridurre i rischi</strong> e oggi mi muovo a piedi mantenendo naturalmente questo atteggiamento.</p>



<p>Questo comportamento rientra in un più ampio discorso sulla <strong>consapevolezza</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>consapevolezza del mio <strong>corpo</strong> e di come si sta muovendo;</li><li>consapevolezza del mio <strong>baricentro</strong> (centro di equilibrio) e di come anch’esso si sposta durante il cammino;</li><li>infine, consapevolezza del mio <strong>stato psicofisico</strong>.</li></ul>



<p><strong>Camminare bene</strong> significa quindi, semplicemente, avere coscienza di quello che stiamo facendo. Essere consapevoli di tutto il nostro essere, di come si sposta nello spazio e di come cambia nel tempo. Dopo tante belle parole, vediamo ora nel concreto alcune indicazioni utili alla pratica del camminare bene.</p>



<h3 class="wp-block-heading">CAMMINARE BENE – PARTE PRATICA</h3>



<p>Siamo finalmente arrivati alla sostanza del discorso: come applicare nella pratica i concetti appena espressi, in modo da rendere le nostre escursioni in montagna più sicure. Ecco quindi i miei consigli.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Lo sguardo degli occhi</strong></h4>



<p>Mentre camminiamo dobbiamo tenere il nostro sguardo <strong>fisso per terra</strong>, circa un paio di metri davanti a noi. Questo è tanto più importante quanto più impegnativo è il cammino che stiamo percorrendo. Guarderemo più lontano se il fondo presenta pochi ostacoli, molto vicino (anche solo 1 metro) se il sentiero è particolarmente accidentato.</p>



<p>In un sentiero prativo pianeggiante, possiamo alzare lo sguardo con bassa probabilità di imbatterci in un pericolo. Se invece stiamo scendendo un ripido sentiero sassoso, distrarsi anche solo per un breve istante è garanzia di una bella caduta. Ricapitolando, quindi, <strong>maggiore sconnessione</strong> = <strong>maggiore attenzione</strong>.</p>



<p>Spesso, un rapido sguardo lontano o attorno a noi è assolutamente possibile. Se però vogliamo ammirare bene il panorama, osservare un albero, un fiore o un animale, fare una foto o altro, dobbiamo <strong>fermarci</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Lo sguardo della mente: l’attenzione</strong></h4>



<p>Se camminiamo pensando a quello che mangeremo una volta arrivati in rifugio, a quello che guarderemo in TV una volta stesi sul divano di casa o a qualsiasi altra cosa, non stiamo camminando bene. Purtroppo, mentre camminano, siamo generalmente abituati a pensare a tutt’altro. Dobbiamo invece, semplicemente, mantenere la nostra <strong>attenzione focalizzata</strong> su quello che stiamo facendo, <strong>sul nostro camminare</strong>.</p>



<p>Ci vogliono tempo e chilometri per far proprio questo atteggiamento, ma è un lavoro su noi stessi che vale la pena di fare. Solo così potremo stare nel “<strong>qui ed ora</strong>”, espressione tipica del pensiero orientale, che rappresenta uno stato dell’essere raggiungibile facilmente grazie al camminare. Nelle esperienze di <strong>camminate dell’armonia</strong> che propongo, è proprio questo l’obiettivo che cerchiamo di raggiungere.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>L’ampiezza dei passi</strong></h4>



<p>È molto semplice: passi corti! Anche in questo caso, quanto più difficile è il sentiero su cui stiamo camminando e tanto più è valido il consiglio. Non stiamo cercando di stabilire il record di salto triplo, quindi facciamo pure <strong>tanti passi brevi</strong> piuttosto che pochi ampi. In questo modo avremo una <strong>maggiore stabilità</strong> e, in caso di scivolata, saremo subito pronti con l’altra gamba a coprire il mancato appoggio.</p>



<p>In <strong>discesa</strong>, infatti, fare molti passi brevi ci aiuta a mantenere meglio il controllo del nostro baricentro. Questo aiuta a prevenire le scivolate, in particolare in caso di fondi a bassa aderenza, tipo neve, sassi o legno bagnati, ecc.</p>



<p>C’è un altro grosso vantaggio nel procedere in questo modo: è <strong>meno stancante</strong> dal punto di vista <strong>muscolare</strong> e più sicuro per l’equilibrio, soprattutto se le pendenze sono elevate. In <strong>salita</strong>, un’alta frequenza di passi stanca meno i muscoli delle gambe: qualcuno si ricorda Armstrong o Froome sulle salite del Tour de France? Doping a parte, mulinavano sui pedali ad una frequenza impressionante. Pedalare o camminare, il principio è lo stesso, e la fatica sulle lunghe distanze anche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">PER CONCLUDERE</h3>



<p>I bastoncini da trekking hanno un <strong>costo</strong>,un <strong>peso </strong>e un <strong>ingombro contenuti</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>costo</strong>: nella fascia di prezzo 30-50 € se ne possono trovare di più che adatti per la normale pratica escursionistica;</li><li><strong>peso</strong>: si va dai 300 grammi al paio per quelli in carbonio (più cari rispetto alle cifre sopra riportate) ai circa 500-550 gr per i modelli in alluminio;</li><li><strong>ingombro</strong> quando accorciati:mediamente 60-70 centimetri di lunghezza, per scendere a 35-40 cm nei modelli più compatti (pieghevoli).</li></ul>



<p>Infine, qualche consiglio nel caso vogliate acquistarne un paio:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>quelli bloccabili con <strong>gancio esterno</strong> sono molto più pratici e durevoli rispetto a quelli con sistema di regolazione interna a vite;</li><li>preferibile un’<strong>impugnatura in schiuma morbida o in sughero</strong>, magari lunga, decisamente più comode;</li><li>il <strong>cinturino/passante</strong> deve essere <strong>ampio e comodo </strong>(evitare cordini sottili che tagliano i polsi).</li></ul>



<p>Il mio invito, quindi, se già non li usate, è quello di provarli e di mettere in pratica alla prima occasione quanto appena letto. Facendo però sempre <strong>attenzione a chi ci precede</strong>, mantenendo una distanza adeguata, così da evitare che i nostri stinchi si scontrino con i suoi bastoncini…</p>



<p>Non dimenticatevi di farmi avere un vostro parere attraverso un commento: esperienze personali, dubbi, domande specifiche… sono sempre a disposizione! </p>



<p>Grazie a tutti e buoni passi!</p>



<p></p>
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		<title>Escursionismo e previsioni meteo: dove, come e perché leggerle</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2020 16:02:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[arpav]]></category>
		<category><![CDATA[escursionismo e meteo]]></category>
		<category><![CDATA[previsioni meteo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima di un’escursione, sia giornaliera che di più giorni, è fondamentale consultare le previsioni meteo. Bisogna farlo, però, utilizzando fonti quanto più possibile attendibili e precise, sapendo che valore dare a ciò che viene esaminato. In questo articolo vedremo quindi le basi della meteorologia applicata all’escursionismo: perché consultare le previsioni del tempo, dove trovarne di&#8230;&#160;<a href="https://axel4trek.com/escursionismo-e-previsioni-meteo/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Escursionismo e previsioni meteo: dove, come e perché leggerle</span></a></p>
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<p><em>Prima di un’escursione, sia giornaliera che di più giorni, è fondamentale consultare le previsioni meteo. Bisogna farlo, però, utilizzando fonti quanto più possibile attendibili e precise, sapendo che valore dare a ciò che viene esaminato.</em> <em><br>In questo articolo vedremo quindi le basi della meteorologia applicata all’escursionismo: perché consultare le previsioni del tempo, dove trovarne di attendibili e, infine, come leggerle per ricavare le informazioni necessarie a pianificare correttamente un’escursione.</em></p>



<h4 class="wp-block-heading">INTRODUZIONE</h4>



<p>Quelle che un tempo conoscevamo come “le <strong>previsioni del tempo</strong>”, oggi viene abbreviato ne “il meteo”. In ogni caso, si tratta delle previsioni meteorologiche.</p>



<p>La <strong>meteorologia</strong> è la scienza che studia l’atmosfera terrestre e i vari fenomeni fisici che la caratterizzano. La <strong>meteorologia prognostica</strong>, mediante l’analisi dei dati provenienti dalle stazioni a terra e dai satelliti in orbita, segue l’evoluzione dei fenomeni atmosferici e ne elabora le previsioni. È a queste ultime che ci riferiamo, quindi, quando in genere parliamo del <strong>meteo</strong>. <br>In ambito escursionistico, ciò che ci interessa sono le previsioni del tempo per un’area piuttosto ristretta e per un lasso di tempo piuttosto limitato, di uno o pochi giorni.</p>



<p>Invertendo l’ordine del titolo, partirò dal “perché” è importante consultare il meteo, per proseguire indicando dove è il caso di consultarle e come farlo. Proseguirò mettendo assieme il tutto per scendere nel concreto di come applicare le nozioni esposte.<br>Prima di procedere, però, è necessario fare una premessa fondamentale: la <strong>meteorologia</strong> non è una scienza esatta, bensì una <strong>disciplina probabilistica</strong>. Ciò significa che non dobbiamo considerare la previsione come una certezza, piuttosto come una ipotesi che si verificherà con un certo grado di probabilità. Quanto più questo grado è alto, tanto più la previsione è attendibile, e viceversa.</p>



<h4 class="wp-block-heading">PERCHÈ CONSULTARE IL METEO</h4>



<p>Per la nostra <strong>sicurezza</strong>! È questo il motivo principale, che da solo vale l’impegno.<br>Essere al corrente delle condizioni atmosferiche alle quali andremo probabilmente in contro, ci permette di <strong>pianificare l’escursione</strong> al meglio. Possiamo infatti decidere dove andare e con quali tempistiche, modificando eventualmente i piani stabiliti in precedenza in funzione di quanto emerge dai bollettini più recenti.<br>Così facendo preveniamo la possibilità di ritrovarci coinvolti in situazioni potenzialmente pericolose, legate a fenomeni atmosferici che possono mettere a repentaglio la nostra sicurezza (temporali, vento forte, temperature estreme, …).</p>



<p>Secondario alla sicurezza, ma comunque importante è la soddisfazione: andiamo a camminare in montagna per trarne <strong>piacere</strong>, per svagarci, per il nostro benessere personale. Ritrovarsi inaspettatamente in mezzo al brutto tempo, anche se in situazioni prive di pericolo, può comunque risultare spiacevole.</p>



<p>Ma non solo, conoscere le previsioni del tempo e poi verificarle sul campo, ci permette di <strong>migliorare le</strong> nostre <strong>conoscenze</strong> in merito. Possiamo, infatti, verificare oggi sul campo quello che ieri avevamo studiato sulla carta, grazie ad un meccanismo di <strong>osservazione e valutazione</strong>. Col tempo questo processo entrerà a far parte di noi, inserendosi in un più ampio discorso di sintonia con la natura e l’ambiente in cui ci muoviamo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">DOVE E COME CONSULTARE LE PREVISIONI METEO</h4>



<p>Oggi sono innumerevoli i siti on-line e le applicazioni per smartphone che ci permettono di avere costantemente sott’occhio le previsioni del tempo. Questo eccesso di informazioni e di notizie porta spesso ad un calo dell’attenzione che ad esse viene prestata e ad una consultazione sempre più rapida.<br>Ma non sono però le icone delle app o le notizie dai titoli sensazionalistici che possono aiutarci nel programmare con un certo grado si sicurezza un’escursione in montagna.</p>



<p>Dobbiamo sforzarci un po’ di più e spendere il tempo necessario ad informarci consultando <strong>almeno un paio di fonti</strong> e facendo un raffronto. Questo confronto ci permette di avere una conferma: se entrambe le fonti sono concordi, l’affidabilità della previsione è verosimilmente buona e possiamo fidarci di essa per la pianificazione della nostra gita.<br>Se le fonti non sono concordi, invece, sarà necessario esaminare altre fonti per farci un’idea più precisa. In ogni caso questo è già un <strong>campanello d’allarme</strong>: significa che la predicibilità delle condizioni atmosferiche ha un grado inferiore di attendibilità. In una simile situazione, dobbiamo sapere che potrebbe verificarsi la previsione peggiore, senza cadere in illusioni che ci portano a vedere solo ciò che vogliamo vedere (cioè il bel tempo per la domenica dedicata all’uscita in montagna).</p>



<p>Qui di seguito presento le due fonti che utilizzo io: una è a carattere locale e una a scala più vasta. Ognuna delle due mi permette di ricavare informazioni diverse, che integrate mi permettono di fare le scelte più appropriate.</p>



<h4 class="wp-block-heading">L’ARPAV</h4>



<p>L’<a style="color: #0000ff;" href="https://www.arpa.veneto.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>ARPAV</strong></a> è l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, che è la regione dove vivo e dove svolgo la maggior parte delle mie attività all’aperto. Quando mi sposto, in Italia o all’estero, cerco sempre una corrispondente fonte locale di informazioni per la zona dove viaggio.<br>Ogni regione ha la propria ARPA e ritengo che la si possa considerare come una delle fonti più attendibili per le previsioni a carattere locale.</p>



<p>Nel Veneto, inoltre, vengono elaborate delle previsioni circoscritte alle <strong>aree montuose</strong> alpine e prealpine, denominate <a style="color: #0000ff;" href="https://www.arpa.veneto.it/previsioni/it/html/meteo_dolomiti.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Dolomiti Meteo</strong></a>. Le zone di montagna hanno infatti delle peculiarità e necessitano di previsioni dedicate (vedi oltre l’approfondimento sulla meteorologia alpina). Queste sono le previsioni che consulto sempre, anche se non vado a camminare in montagna: vengono emesse quotidianamente verso le ore 13, con aggiornamenti alle ore 16 e alle ore 9 del giorno seguente.</p>



<p>C’e la possibilità di riceverle ogni giorno direttamente sulla propria e-mail, servizio gratuito e molto comodo, sicuramente indicato ad appassionati e assidui frequentatori della montagna.</p>



<p>Vediamo ora come si presenta il bollettino dell’ARPAV in versione .pdf (la versione web è quasi uguale, mentre quella che arriva via mail è solo testuale) per la parte montana del territorio.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="631" height="765" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1D_dolomiti_meteo.jpg" alt="" class="wp-image-729" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1D_dolomiti_meteo.jpg 631w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1D_dolomiti_meteo-247x300.jpg 247w" sizes="(max-width: 631px) 100vw, 631px" /><figcaption>Esempio di Bollettino Dolomiti Meteo emesso dall&#8217;ARPAV</figcaption></figure></div>



<p>Il <strong>bollettino</strong> è di facile e di rapida consultazione e TUTTE le informazioni presenti sono necessarie per pianificare correttamente un’escursione. Alcune sono presentate in forma testuale e altre sotto forma di immagini: non limitiamoci a guardare solo queste ultime. Leggiamo con attenzione la <strong>parte testuale</strong>, che è la più importante perché descrive nello specifico ciò che i simboli dicono sinteticamente. Non tralasciamo ciò che viene detto alla voce <strong>temperature</strong> e <strong>venti</strong>, che possono rappresentare dei fattori determinanti soprattutto alle quote più elevate.<br>Teniamo presente che per i primi due giorni viene data una previsione di dettaglio, mentre per i successivi due viene data la <strong>tendenza</strong>.</p>



<p>Infine, molto importante, facciamo attenzione all’<strong>attendibilità</strong> della previsione, che può essere ottima, buona, discreta o scarsa. Nei primi due casi possiamo certamente fidarci di quanto previsto e fare una pianificazione sapendo che molto probabilmente questa potrà essere rispettata.<br>Se, invece, la previsione ha un’attendibilità discreta o addirittura scarsa, è meglio aspettare un giorno per vedere se la situazione si fa meno incerta. In questo caso può essere utile dotarsi di un “<strong>piano B</strong>”, cioè di un’alternativa più sicura, in un luogo e/o con delle tempistiche che ci permettono di fare l’escursione in sicurezza.&nbsp;</p>



<p>In ogni caso vale il <strong>principio della cautela</strong>: in una situazione incerta è meglio non prendersi rischi. Non dimentichiamo che andiamo in montagna a camminare per stare bene e passare delle ore piacevoli.</p>



<h4 class="wp-block-heading">WINDY</h4>



<p><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.windy.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Windy</strong></a>&nbsp;è una società che fornisce servizi di previsioni meteorologiche interattive, con previsioni meteorologiche che si basano sui dati di vari modelli: l’americano GFS, l’europeo ECMWF, il tedesco ICON, lo svizzero NEMS e il francese AROME.</p>



<p>È naturalmente presente in versione desktop e su <strong>applicazione</strong> per smartphone e tablet. Personalmente, lo ritengo un ottimo strumento per integrare una previsione locale come quella fornita dall’ARPAV, presentando alcuni grossi <strong>vantaggi</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>è <strong>visivamente</strong> molto intuitivo e accattivante;</li><li>permette di visualizzare le previsioni sotto forma di <strong>animazione</strong>;</li><li>permette di confrontare le previsioni di ben 5 <strong>diversi modelli</strong>;</li><li>permette di visualizzare rapidamente <strong>numerose informazioni</strong>.</li></ul>



<p>Vediamo ora come si presenta e i singoli vantaggi nel dettaglio.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="469" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1D_windy-1024x469.jpg" alt="" class="wp-image-731" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1D_windy-1024x469.jpg 1024w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1D_windy-300x138.jpg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1D_windy-768x352.jpg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1D_windy.jpg 1357w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Screenshot dal sito Windy.com</figcaption></figure></div>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Grafica intuitiva e accattivante</strong></h4>



<p>Non è certo l’aspetto più importante, ciò che conta è infatti la sostanza. Ma con WINDY siamo facilitati da una grafica che ci consente di ricavare in modo rapido e chiaro l’informazione che stiamo cercando e di comprendere intuitivamente le elaborazioni.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Animazioni</strong></h4>



<p>Tutte le previsioni e i dati sono consultabili attraverso delle animazioni temporali, che rendono molto chiara visivamente l’<strong>evoluzione</strong> dell’elemento che abbiamo preso in considerazione.<br>Modelli diversi hanno <strong>orizzonti temporali</strong> diversi. Teniamo ben presente che man mano che ci spingiamo nel futuro le previsioni perdono di affidabilità. In linea del tutto generale: a 2/3 giorni la previsione è buona, da 2/3 a 4/5 giorni abbiamo una tendenza previsionale, oltre i 4/5 giorni l’attendibilità cala drasticamente. In quest’ultimo caso, soprattutto per alcuni parametri, l’incertezza può essere veramente alta, tale da non consentire di fare progetti sicuri. Non facciamoci quindi allettare dalle previsioni a 7/10 giorni, poiché nella maggior parti dei casi siamo nel campo dell’aleatorietà.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Confronto dei modelli</strong></h4>



<p>Come anticipato, è possibile confrontare le elaborazioni di ben 5 diversi modelli: l’americano GFS, l’europeo <strong>ECMWF</strong>, il tedesco <strong>ICON</strong>, lo svizzero <strong>NEMS</strong> e il francese AROME. Senza entrare più a fondo in un discorso piuttosto complesso, dico solo che per l’area alpina quelli evidenziati in neretto sono i più affidabili.<br>Come detto in precedenza a proposito delle fonti, il <strong>confronto </strong>ci permette di avere una stima dell’<strong>affidabilità della previsione</strong>: maggiore è la concordanza fra i diversi modelli, maggiore è l’attendibilità della previsione. E viceversa.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Ricchezza di informazioni</strong></h4>



<p>WINDY permette di esaminare l’elaborazione di una quantità veramente elevata di parametri. Quelli sicuramente <strong>più importanti</strong> per la pianificazione di un’escursione sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>nuvole</strong> (in questo “livello” vengono rappresentate anche le precipitazioni)</li><li><strong>pioggia e temporali</strong></li><li><strong>temperatura</strong></li></ul>



<p>Volendo approfondire l’analisi, si possono osservare anche le previsioni relative a: vento, pressione e zero termico.</p>



<p>Utilizzare al meglio WINDY richiede un po’ di dimestichezza, sicuramente non è di così facile “lettura” come un bollettino dell’ARPAV che spiega a parole quanto è racchiuso nelle elaborazioni che qui sono disponibili senza commenti.<br>Non mi addentro oltre nell’esame di questo valido ma non banale strumento, cosa che farò in un prossimo articolo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">ESCURSIONISMO E PREVISIONI METEO</h4>



<p>Eccoci finalmente giunti al <strong>nocciolo del discorso</strong>. Stiamo preparando un’escursione giornaliera, in programma per esempio per la prossima domenica. Come ci muoviamo?</p>



<p>Sarà bene cominciare a consultare le previsioni per domenica a partire da quando sono disponibili (nel caso dell’ARPAV, da mercoledì pomeriggio), e continuare a seguirne l’<strong>evoluzione</strong> nei giorni successivi.<br>In tal modo possiamo capire se l’iniziale tendenza viene confermata o meno, dandoci un’informazione sull’<strong>attendibilità della previsione</strong>. Maggiore è la costanza nella previsione e maggiore è l’attendibilità. Se, invece, col passare dei giorni notiamo una variabilità delle previsioni, significa che l’attendibilità è bassa.<br>Ciò dipende da <strong>fattori atmosferici e modellistici</strong>: un’atmosferica molto dinamica mette “in crisi” i modelli previsionali, che di giorno in giorno possono dare responsi anche molto diversi. Viceversa, in caso di condizioni atmosferiche stabili, i modelli possono spingersi anche più lontano nell’orizzonte temporale con un buon grado previsionale.</p>



<p>Col passare dei giorni, la <strong>previsione</strong> si fa <strong>più dettagliata e precisa</strong>, a meno di situazioni insolite che vengono sempre precisate nei bollettini dell’ARPAV. Ciò ci permette di confermare o apportare variazioni al programma che avevamo fatto inizialmente, magari con una settimana di anticipo o più.<br>Ecco quindi che arriva sabato e possiamo leggere l’ultimo bollettino emesso che, per il giorno successivo, dovrebbe garantirci un ottimo grado di affidabilità. Se la nostra pianificazione era stata accurata e attenta, le previsioni del sabato saranno semplicemente una conferma che il luogo e il programma stabiliti vanno bene. Altrimenti qualcosa è andato storto…<br>Nessun problema, aggiustiamo la meta e/o le tempistiche e voilà, la gita è salva.</p>



<p>Ironia a parte, l’importante è non ficcarsi nei pasticci, cosa che sovente può succedere in estate con i <strong>temporali</strong>. Questi sono fenomeni atmosferici spesso piuttosto capricciosi. Difficilmente troveremo un bollettino meteo serio che prevede esattamente luogo e ora di un temporale, come fanno invece la maggior parte delle app.<br>L’incertezza, nel caso di fenomeni così mutevoli, è infatti molto elevata. Per questo motivo è importante garantirsi, in fase di pianificazione dell’escursione, un adeguato <strong>margine di sicurezza</strong>, sia in termini spaziali che temporali.<br>In caso di condizioni molto stabili, come un bell’anticiclone estivo accompagnato da correnti di aria secca, avremo gioco facile e ci basterà dare uno sguardo veloce ai bollettini per avere conferma del tempo buono che ci attende.</p>



<p>Come regola generale, quindi, in caso di <strong>maggiore dinamicità atmosferica</strong>, ossia condizioni di maggiore instabilità, è necessario approfondire l’analisi delle previsioni e fare <strong>programmi più cautelativi</strong>. Sempre col fine ultimo di garantirci una giornata sicura e piacevole all’aria aperta.</p>



<h4 class="wp-block-heading">CONCLUSIONI</h4>



<p>Ovviamente, se vi affidate ad una Guida che organizza un’escursione, questa farà (si spera!) tutto il “lavoro sporco” al posto vostro, ma il mio invito è quello di dedicare comunque del tempo alla consultazione delle previsioni del tempo.<br>Ciò vi permetterà, nel momento in cui andrete da soli, di avere già gli strumenti adatti per pianificare correttamente la gita. Allo stesso modo, durante l’escursione, potrete confrontarvi con la Guida e fargli domande, così da approfondire le vostre conoscenze.</p>



<p>Il meteo ha sempre svolto un grande fascino su di me e ricordo con un misto di simpatia e nostalgia le previsioni del mitico Colonello Bernacca. Le guardavo sempre quando andavo dai nonni, prima del TG1 della sera: per il nonno era un appuntamento fisso. Veramente consiglio a tutti, quindi, se non di appassionarsi, per lo meno di approfondire l’argomento.</p>



<p>Concludo con un aneddoto che mi è venuto in mente scrivendo questo articolo e il cui ricordo mi ha fatto sorridere.<br>Ai tempi del liceo annotavo quotidianamente la temperatura mattutina e il tempo del giorno, che poi confrontavo con le previsioni del giorno precedente. Questo mi ha permesso, col passare dei mesi e degli anni, di ricavare una mia statistica sull’affidabilità delle stesse. E mi sono reso conto, ad esempio, che l’attendibilità delle previsioni era maggiore nelle stagioni più stabili, che ai tempi (quasi 30 anni fa) erano l’estate e l’inverno, mentre era inferiore in primavera e in autunno, stagioni tradizionalmente più dinamiche.</p>



<p>Oggi le carte in tavola si sono un po’ mescolate e, per usare una frase fatta, “le stagioni non sono più quelle di una volta”… motivo in più per non farci trovare impreparati!</p>



<p>Come sempre, vi invito a farmi domande sugli aspetti non chiari e a commentare l’articolo con osservazioni e/o dubbi.</p>



<p>Buona gita e buon tempo a tutti!</p>
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		<title>Il corretto equipaggiamento per l’escursionismo estivo in montagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2020 14:55:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equipaggiamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Affrontiamo in questo articolo uno degli argomenti più importanti quando si fa attività escursionistica, in particolare negli ambienti di montagna: come vestirsi e cosa portarsi dietro nello zaino. Ci riferiremo alla stagione calda, cioè l’estate ma anche primavera e autunno quando il clima è mite.Vedremo quali strati indossare e come abbinarli in modo corretto, le&#8230;&#160;<a href="https://axel4trek.com/equipaggiamento-escursionismo-estivo-in-montagna/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Il corretto equipaggiamento per l’escursionismo estivo in montagna</span></a></p>
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<p><em>Affrontiamo in questo articolo uno degli argomenti più importanti quando si fa attività escursionistica, in particolare negli ambienti di montagna: come vestirsi e cosa portarsi dietro nello zaino. Ci riferiremo alla stagione calda, cioè l’estate ma anche primavera e autunno quando il clima è mite.</em><br><em>Vedremo quali strati indossare e come abbinarli in modo corretto, le dimensioni e la tipologia degli zaini da escursione e infine cosa metterci dentro e come farlo.</em><br><em>Più semplice a farsi che a dirsi, seguitemi e ve ne accorgerete!</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">INTRODUZIONE</h3>



<p>Subito dopo le calzature, è la scelta dell’<strong>equipaggiamento</strong> (cioè abbigliamento, zaino e accessori) ciò che riveste maggior importanza quando si vuole fare un’escursione in montagna.<br>Durante la gita, infatti, un cambiamento delle condizioni meteorologiche può rendere necessario <strong>ripararsi</strong> da vento, pioggia e/o freddo improvvisi. Avere con sé l’indispensabile per affrontare queste e altre situazioni può contribuire a rendere la nostra giornata un piacere e non un disagio.</p>



<p>L’ambito stagionale di riferimento di questo articolo è quello che potremmo definire a grandi linee come il <strong>semestre caldo</strong>. Nella mia zona, le Dolomiti, questo periodo va indicativamente da fine aprile a fine ottobre.</p>



<p>Vestirsi nel modo corretto e mettere nello zaino quanto può servire per la giornata, è un’arte che si impara col tempo. È importante non appesantirsi troppo, senza però lasciare a casa cose che possono rivelarsi fondamentali per la nostra <strong>sicurezza</strong> <strong>e</strong> il nostro <strong>confort</strong>.<span style="font-size: inherit;">Vediamo quindi come vestirsi e che abbigliamento portarsi dietro come ricambio e come riparo. Successivamente vedremo una serie di cose più o meno indispensabili da mettere nello zaino e che tipo di zaino utilizzare.</span></p>



<p>Per una normale escursione, in uno zaino da 20-25 litri si riesce a far stare tutto il necessario, per un peso complessivo di <strong>pochi chilogrammi</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="288" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_equipaggiamento_copertina-1024x288.jpg" alt="" class="wp-image-1006" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_equipaggiamento_copertina-1024x288.jpg 1024w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_equipaggiamento_copertina-300x84.jpg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_equipaggiamento_copertina-768x216.jpg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_equipaggiamento_copertina-1536x432.jpg 1536w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_equipaggiamento_copertina-2048x576.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">IL VESTIARIO</h3>



<p>Tutti i discorsi che seguono fanno riferimento a <strong>capi tecnici</strong> in tessuti sintetici (purtroppo tutti derivati dal petrolio). Non prendo in considerazione capi in cotone o lana, poco adatti all’attività escursionistica. Unica eccezione: la lana merinos, dal costo però elevato e più adatta alle basse temperature.</p>



<p>Anticipo qui i ringraziamenti a tutti gli amici di <a aria-label="Kiwi Sports (opens in a new tab)" href="http://www.kiwisports.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="aioseop-link"><span style="color:#0033a3" class="has-inline-color">Kiwi Sports</span></a> e <a href="https://www.alpenplus.it/" target="_blank" aria-label="Alpenplus (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="aioseop-link"><span style="color:#0033a3" class="has-inline-color">Alpenplus</span></a>.</p>



<p>Oggi l’abbigliamento tecnico è reperibile ovunque a prezzi accessibili e presenta alcuni<strong> vantaggi fondamentali</strong>:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_abbigliamento_escursione-520x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-1011" width="390" height="768" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_abbigliamento_escursione-520x1024.jpeg 520w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_abbigliamento_escursione-152x300.jpeg 152w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_abbigliamento_escursione-768x1511.jpeg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_abbigliamento_escursione-781x1536.jpeg 781w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_abbigliamento_escursione.jpeg 800w" sizes="(max-width: 390px) 100vw, 390px" /><figcaption>I capi con cui, in genere, comincio l&#8217;escursione: T-shirt traspirante, gilet antivento e pantaloni leggeri (traspiranti e idrorepellenti)&#8230;</figcaption></figure></div>



<ul class="wp-block-list"><li>ingombro limitato</li><li>basso peso</li><li>alta traspirabilità</li><li>facilità di asciugatura</li></ul>



<p>Molti di voi sapranno già la regola base: <strong>vestirsi a strati</strong>! O a cipolla, che dir si voglia.<br>Vediamo innanzitutto quali sono i vari strati, dal più interno al più esterno:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li>strato <strong>traspirante</strong>, costituito dai capi intimi o comunque da capi che sono a diretto contatto con la pelle: maglietta, mutande/boxer e calze. La loro funzione è quella di <strong>allontanare il sudore dal corpo</strong>, rimanendo il più possibile asciutti.</li><li>strato <strong>termico</strong>, il cosiddetto secondo strato, costituito da una maglia/gilet termico e dai pantaloni. Questi capi hanno il compito di <strong>mantenere</strong> la termicità del corpo, cioè in prevalenza il suo <strong>calore</strong>.</li><li>strati <strong>protettivi</strong>, che sono rappresentati da capi antivento e/o antipioggia. Un capo <strong>antipioggia</strong> è anche antivento, mentre un capo <strong>antivento</strong> è in genere solo idrorepellente (cioè facilita lo scorrimento dell’acqua sulla sua superficie, proteggendo solo in condizioni di bagnato leggero). Da notare che un antivento è più traspirante di un antipioggia. Sono, in ogni caso, capi necessari a <strong>ripararci da condizioni meteo avverse</strong>.</li></ol>



<p>Questa distinzione, ovviamente, non è rigida.<br>Uno stato traspirante o protettivo può essere anche termico. Per la parte superiore del corpo avremo, rispettivamente, un intimo caldo o un <strong>hardshell</strong>, che vengono usati di preferenza nella stagione fredda o in alta quota. L’antivento leggero, invece, è detto anche <strong>softshell</strong>, spesso disponibile anche nella versione senza maniche (detta gilet, o smanicato).</p>



<p>L’antipioggia è chiamato anche <strong>guscio</strong>, e può essere più o meno spesso, pesante e protettivo: avremo rispettivamente giacche in tessuto impermeabile (tipo Gore-Tex®) o trattate con sostanze idrorepellenti (DWR). Per la parte inferiore del corpo, invece, esistono <strong>pantaloni</strong> più pesanti, che sono anche termici e antivento, e pantaloni più leggeri, che favoriscono la traspirabilità. Per proteggersi dalla pioggia è possibile dotarsi di copri-pantaloni impermeabili, che riparano anche dal vento.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_strati-767x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-1010" width="384" height="512" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_strati-767x1024.jpeg 767w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_strati-225x300.jpeg 225w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_strati-768x1025.jpeg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_strati.jpeg 800w" sizes="(max-width: 384px) 100vw, 384px" /><figcaption>&#8230; e quelli che mi porto dietro di riserva: maglia (o T-shirt) traspirante, maglia termica in micropile, softshell traspirante e idrorepellente e infine una giacca impermeabile (10.000 mm).</figcaption></figure></div>



<p>Da cosa dipende il numero e la tipologia degli strati da indossare?</p>



<ul class="wp-block-list"><li>dalle <strong>condizioni ambientali</strong>: temperatura, soleggiamento, vento, pioggia e umidità;</li><li>dalla <strong>tipologia dell’itinerario</strong> che affrontiamo: in particolare all’aumentare della pendenza del tracciato aumenta la quantità di calore corporeo che generiamo, e viceversa;</li><li>dalla personale <strong>percezione del caldo e del freddo</strong>. Spesso, all’interno di un gruppo, c’è chi affronta la stessa gita solo in maglietta a maniche corte e chi si copre con 3 strati.</li></ul>



<p>Vediamo adesso come abbinare i diversi strati.<br>La <strong>regola generale</strong> dice che è bene avere con sé, addosso o nello zaino, <strong>tutti e 4 gli strati</strong>. Sicuramente indosseremo un <strong>capo traspirante</strong>, magari abbinato ad uno <strong>strato termico</strong> (se fa fresco) o <strong>antivento</strong> (se c’è vento). Nello zaino poi, oltre ad un capo traspirante di ricambio e allo strato/i termico/antivento che non usiamo, metteremo un guscio <strong>antipioggia</strong>.</p>



<p>Si tratta del <strong>vestiario minimo indispensabile</strong>. Per un’escursione breve a bassa quota, con l’assoluta certezza di un tempo stabile senza pioggia, potremmo anche eliminare il guscio.<br>Va detto però che, al giorno d’oggi, i capi tecnici hanno un peso e un ingombro molto ridotti. Motivo per cui <strong>meglio un capo in più che uno in meno</strong>.</p>



<p>I 4 strati di cui sopra possono essere abbinati fra loro in modo <strong>modulare</strong>: in funzione delle condizioni viste prima (ambientali, dell’itinerario e nostre personali), indosseremo la combinazione di capi più adatta.<br>Vediamo qualche esempio concreto:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>giornata calda ma ventosa: strato traspirante + antivento</li><li>giornata calda con pioggia: strato traspirante + antipioggia</li><li>giornata fresca senza vento: strato traspirante + strato termico</li><li>giornata fresca e ventosa: strato traspirante + strato termico + antivento</li><li>giornata fredda con pioggia e vento: abbiamo sbagliato qualcosa! Mettiamo addosso tutto quello che abbiamo e, una volta a casa, leggiamo l’articolo<span style="color:#0033a3" class="has-inline-color"> </span><em><a href="https://axel4trek.com/escursionismo-e-previsioni-meteo/" target="_blank" aria-label="Escursionismo e previsioni meteo: dove, come e perché leggerle (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="aioseop-link"><span style="color:#0033a3" class="has-inline-color">Escursionismo e previsioni meteo: dove, come e perché leggerle</span></a></em> prima della prossima gita.</li></ul>



<p>Molte delle <strong>escursioni giornaliere sulle Dolomiti</strong> si svolgono nel seguente modo: prima metà in salita e seconda metà in discesa. Generalmente, si parte cioè dal fondovalle per portarsi in quota e quindi rientrare al punto di partenza. Una volta giunti in alto, potremmo avere vari saliscendi, ma comunque il grosso della salita viene fatto all’inizio.</p>



<p>Ciò implica che suderemo molto nella prima parte dell’escursione e, una volta giunti in quota, ci <strong>cambieremo il primo strato</strong>, quello a contatto con la pelle. Così possiamo <strong>proseguire asciutti</strong>, cosa molto importante per la nostra schiena e per evitare di prendere freddo in caso di vento. È utile fissare il capo umido o bagnato sullo zaino in modo da farlo asciugare nel proseguo dell’escursione.</p>



<p>È importante sapere che in montagna le condizioni meteorologiche possono cambiare molto rapidamente. Soprattutto alle <strong>quote più elevate</strong>, i cambiamenti del tempo e gli sbalzi termici possono essere notevoli e repentini. Quanto più si va in alto, quindi, tanto maggiore deve essere la nostra <strong>cautela</strong>: in questi casi dobbiamo avere il necessario per fronteggiare un’eventuale emergenza.&nbsp;</p>



<p>Se siamo persone che sudano molto o se l’escursione è molto lunga, sarà bene aggiungere nello zaino un secondo capo traspirante di ricambio.<br>È opportuno, infine, tenere uno o più <strong>capi di ricambio in auto</strong> (o bus) in modo che, una volta rientrati al mezzo, abbiamo la certezza di poter indossare abiti asciutti.</p>



<p>La maggior parte di queste osservazioni si applicano, come avrete capito, ai capi che si indossano nella parte alta del corpo. Generalmente, infatti, per le gite giornaliere indossiamo un unico paio di pantaloni da quando usciamo di casa a quando vi facciamo rientro.</p>



<p>Passiamo ora al discorso zaino &amp; accessori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">LO ZAINO</h3>



<p>Nell’ambito escursionistico, lo <strong>zaino</strong> deve anzitutto essere <strong>comodo e funzionale</strong>. Non è necessario che sia particolarmente tecnico o leggero.<br>Indipendentemente dalla tipologia, quindi, deve essere della <strong>giusta taglia</strong> (in base alla nostra altezza), e deve avere <strong>spallacci</strong> larghi e imbottiti, <strong>cinturini</strong> addominale e pettorale, e vari <strong>scomparti</strong>.<br>Andiamo a vedere adesso tipologia, dimensioni e modalità di riempimento.</p>



<p><strong>Tipologia e litraggio</strong></p>



<p>Personalmente, ritengo molto comodi gli <strong>zaini con schienale in rete</strong>, decisamente più traspiranti di quelli con altri sistemi. Questi ultimi, seppur con vari sistemi che favoriscono l’aerazione, lasciano comunque la schiena più bagnata. Hanno però il vantaggio di rimanere più aderenti alla schiena, mantenendo il baricentro più vicino al corpo. Va aggiunto che, per carichi bassi, questo vantaggio è meno apprezzabile.</p>



<p>Uno zaino da <strong>20-25 litri</strong> può tranquillamente contenere tutto il necessario per una persona che affronta un’<strong>escursione giornaliera </strong>in montagna.<br>Per giri brevi (2-4 giorni) o trekking dai 5 giorni in su, si sale di litraggio e molto dipende da quale grado di autonomia intendiamo adottare. Se dormiamo e mangiamo in rifugio può bastare uno zaino da 30-35 litri, mentre se viaggiamo in totale indipendenza si va oltre.</p>



<p><strong>Come riempirlo.</strong></p>



<p>Esistono alcune regole di massima per riempire correttamente uno zaino:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>gli <strong>oggetti pesanti</strong> (borraccia, cibo, …) vanno messi nella <strong>parte bassa</strong> e vicini alla schiena;</li><li>gli <strong>oggetti utili</strong> (telefono, occhiali, fazzoletti, coltellino, …) vanno nella <strong>parte superiore e</strong> nelle <strong>tasche esterne</strong>, in modo da essere sempre a portata di mano;</li><li>il <strong>vestiario</strong> (generalmente leggero), va messo più <strong>esternamente</strong>;</li><li>il <strong>carico</strong> va <strong>bilanciato</strong> fra lato destro e sinistro, non vanno cioè messe le cose pesanti da una sola parte;</li><li>prendere l’abitudine di caricare lo zaino <strong>sempre nello stesso modo</strong>, in modo da sapere esattamente dove si trovano le cose ed essere capaci di prenderle anche “alla cieca”.</li></ul>



<p>Benissimo, a questo punto non ci rimane altro che trattare i “complementi d’arredo”, cioè tutti gli oggetti che metteremo nello zaino per un’escursione giornaliera in montagna. A questi si aggiungono, naturalmente, il vestiario che abbiamo appena visto, l’acqua (o altre bevande reidratanti) e il cibo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">GLI ACCESSORI</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_equipaggiamento-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-1009" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_equipaggiamento-1024x768.jpeg 1024w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_equipaggiamento-300x225.jpeg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_equipaggiamento-768x576.jpeg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_equipaggiamento.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Lo zaino con tutto l&#8217;equipaggiamento che porto via per una normale escursione giornaliera.</figcaption></figure>



<p>Anche in questo caso l’esperienza personale e alcune esigenze specifiche giocano un ruolo fondamentale nel riempire lo zaino. Vedremo gli <strong>accessori</strong> che giudico assolutamente <strong>fondamentali</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>kit di primo soccorso</strong>, con cerotto nastrato, qualche garza e disinfettante;</li><li>una coperta termica (o <strong>metallina</strong>), per le emergenze;</li><li>“<strong>razione K</strong>” di cibo, che io preparo con una barretta energetica e una confezione di tavolette contenenti vitamine, carboidrati e sali minerali;</li><li><strong>fischietto</strong>, da agganciare alla cinghietta pettorale, a portata di “bocca”, anche questo utile nei casi di emergenza per farsi rintracciare sonoramente ma anche per tenere a distanza eventuali animali aggressivi (ad esempio, in Appennino, cani randagi o cinghiali);</li><li><strong>coltellino multiuso</strong>, sempre utile, ad esempio per affettare un bel salamino (!);</li><li><strong>torcia frontale </strong>(con batterie di riserva), necessaria se per qualche motivo si rientra col buio;</li><li><strong>accendino</strong>, per accendere un fuoco in casi di emergenza (purtroppo da solo non basta, ci vuole anche la legna, meglio se asciutta…);</li><li><strong>cordino</strong> da 2 mm di diametro (un paio di metri sono sufficienti), sempre per casi di emergenza (un laccio che si rompe ad esempio);</li><li><strong>occhiali da sole</strong>, non indispensabili se ci si muove all’interno del bosco e in zone non esposte alla luce diretta del sole; da avere assolutamente in alta montagna (sopra il limite del bosco);</li><li><strong>bandana</strong> in cotone + <strong>fascetta</strong> traspirante + <strong>guanti</strong> leggeri + <strong>berretto</strong>, per proteggere testa e mani, da freddo, vento e sole;</li><li><strong>fazzoletti</strong> di carta e un paio di <strong>sacchettini</strong> di plastica;</li><li><strong>cartina </strong>topografica della zona dove si effettua l’escursione.</li></ul>



<p>A questi possiamo aggiungerne altri, <strong>utili ma non indispensabili</strong>, fra cui:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>binocolo</strong>, per osservare animali ma anche, in alcune situazioni, per andare in cerca del sentiero o della segnaletica;</li><li><strong>bussola</strong>, se la si sa usare, se no meglio affidarsi ad un’applicazione GPS per smartphone;</li><li><strong>nastro telato</strong>, per eventuali riparazioni;</li><li><strong>power bank</strong>, per ricaricare eventuali dispositivi elettronici;</li><li><strong>crema solare</strong>, soprattutto per chi ha la pelle chiara.</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_zaino.jpeg" alt="" class="wp-image-1007" width="450" height="450" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_zaino.jpeg 900w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_zaino-300x300.jpeg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_zaino-150x150.jpeg 150w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1C_zaino-768x768.jpeg 768w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /><figcaption>Lo zaino, da 20L, riempito ma non pieno. C&#8217;è infatti ancora spazio sufficiente per altro materiale (ad esempio vestiario, attrezzatura fotografica, una seconda borraccia).</figcaption></figure></div>



<p>Se avete paura di dimenticarvi qualcosa, potete fare una <strong>check-list</strong> da controllare al momento della preparazione dello zaino.<br>State pensando a come far stare tutto questo in uno zaino da 20 litri? Nella foto a destra vedete lo zaino riempito con tutto il materiale steso sul prato nella foto precedente. C&#8217;era ancora spazio per, ad esempio, un capo di vestiario e una macchina fotografica reflex con custodia.<br>Per dare un’idea dei pesi, lo zaino pesa 1,2 kg vuoto e 5,3 kg riempito, inclusi 1 litro d’acqua e 5 etti di cibo (compresi contenitore e razione k). </p>



<p>Come vedete, non sono necessarie magie per preparare uno zaino leggero ma allo stesso tempo con tutto il necessario per muoversi in sicurezza e tranquillità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">CONCLUSIONI</h3>



<p>Mi piace pensare allo zaino come alla mia <strong>casa sulla schiena</strong>. Dentro c’è la misura della mia libertà di movimento e della mia indipendenza: uno zaino ben fatto e con tutto il necessario mi da sempre un’intima soddisfazione. Quando ne tiro fuori qualcosa di utile mi sento un po’ come un stregone che pesca l’oggetto magico dalla saccoccia.<br>Verso lo zaino si sviluppa spesso un sentimento ambivalente di <strong>odio e amore</strong>: odio quando non ne si sopporta il peso, amore quando te lo metti in spalla e parti per esplorare un angolo di mondo.</p>



<p>Come per le calzature, anche l’argomento “zaino” è molto personale. Spesso col tempo ci si affeziona ad un oggetto che diventa un grande compagno di avventure.<br>Sono necessari tempo ed esperienza per imparare bene a scegliere il vestiario e gli accessori più adatti al tipo di escursione che si ha in programma. Poi, quando li si acquisisce, preparare lo zaino con tutto il necessario diventa un <strong>rituale</strong> gradevole, che fa pregustare l’imminente piacere della gita in montagna. Anzi, diventa parte dell’escursione stessa, un po’ come la birra a fine gita in una calda giornata estiva.</p>



<p>Non dimenticate di farmi avere le vostre impressioni con un commento o di farmi qualche domanda sui punti che vi risultano poco chiari.</p>



<p>Grazie a tutti e buona gita!</p>
<p>L'articolo <a href="https://axel4trek.com/equipaggiamento-escursionismo-estivo-in-montagna/">Il corretto equipaggiamento per l’escursionismo estivo in montagna</a> proviene da <a href="https://axel4trek.com">AXEL4trek</a>.</p>
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		<title>Scarpe e scarponi da escursionismo: che tipologia scegliere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2020 08:18:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equipaggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe escursionismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In quest’articolo farò una panoramica sulle diverse tipologie di calzature presenti sul mercato, utili alla pratica dell’escursionismo e non solo. Presenterò quindi i modelli che utilizzo e farò una serie di considerazioni che possano essere utili a chi vuole scegliere un nuovo paio di scarpe/scarponi, adatte alle future escursioni. INTRODUZIONE Le calzature che utilizziamo quando&#8230;&#160;<a href="https://axel4trek.com/scarpe-e-scarponi-da-escursionismo/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Scarpe e scarponi da escursionismo: che tipologia scegliere</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://axel4trek.com/scarpe-e-scarponi-da-escursionismo/">Scarpe e scarponi da escursionismo: che tipologia scegliere</a> proviene da <a href="https://axel4trek.com">AXEL4trek</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>


</p>
<p><em>In quest’articolo farò una panoramica sulle diverse tipologie di calzature presenti sul mercato, utili alla pratica dell’escursionismo e non solo. Presenterò quindi i modelli che utilizzo e farò una serie di considerazioni che possano essere utili a chi vuole scegliere un nuovo paio di scarpe/scarponi, adatte alle future escursioni.</em></p>
<p>


<p></p>
<p></p>


</p>
<figure>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1B_scarpe_scarponi-1024x576.jpeg" alt="" width="1024" height="576" /></p>
</figure>
<p>


<p></p>
<p></p>


</p>
<h4>INTRODUZIONE</h4>
<p>


<p></p>
<p></p>


</p>
<p>Le calzature che utilizziamo quando andiamo in escursione sono, a mio avviso, la parte dell’equipaggiamento in assoluto più importante. Camminiamo con le gambe, con il cuore e con gli occhi, ma soprattutto <strong>camminiamo con i nostri piedi</strong>.</p>
<p>


<p></p>
<p></p>


</p>
<p>Pensate sia un’affermazione banale? Eppure molto spesso, troppo spesso, mi capita di vedere camminatori che indossano calzature non idonee al tipo di escursione che stanno facendo. Se avremo problemi con le calzature, la nostra gita si trasformerà <strong>da</strong> <strong>un</strong> <strong>piacere</strong>, come deve essere, <strong>in</strong> <strong>un</strong> <strong>tormento</strong> o addirittura in un rischio.</p>
<p>


<p></p>
<p></p>


</p>
<p>Prima di cominciare però, partiamo con alcune <strong>premesse</strong>, necessarie a identificare l’ambito del presente articolo:</p>
<p>


<p></p>
<p></p>


</p>
<ul class="wp-block-list">
<li>Parlerò di scarpe e scarponi per un <strong>utilizzo escursionistico</strong>, cioè per camminate su terreni di vario tipo e difficoltà (mai però elevate) della durata di uno o pochi giorni al massimo.<br />In un prossimo articolo parlerò di scarpe/scarponi per <strong>trekking</strong> (che definisco come camminate di molti giorni) o per lunghi cammini.</li>
<li>Parlerò di <strong>tipologie</strong> di scarpe/scarponi e non di specifici modelli. Questo perché ogni piede è diverso dall’altro e quindi un modello ottimo per me può non essere altrettanto comodo per altre persone.</li>
<li>L’<strong>approccio</strong> è ovviamente <strong>soggettivo</strong>, frutto della mia esperienza in merito, e non ha perciò pretese di validità assoluta ne di unanime condivisione. Lo scopo è quello di essere utile a chi vuole scegliere una nuova calzatura.</li>
</ul>
<p>


<p></p>
<h4>&nbsp;PANORAMICA</h4>
<p>Vediamo ora quali sono le opzioni che ci troviamo di fronte quando vogliamo acquistare una scarpa da escursionismo.</p>
<p>Una prima importante suddivisione, <strong>a seconda dell’altezza</strong> della calzatura, è la seguente:</p>
<p><!-- /wp:post-content --></p>
<p><!-- wp:list --></p>
<ul>
<li><strong>scarpe</strong>: si tratta di calzature basse, al di sotto del malleolo, lasciano libera la caviglia;</li>
<li><strong>scarponi</strong>: sono calzature alte, ben al di sopra del malleolo, fasciano la caviglia;</li>
<li><strong>scarponcini</strong> (taglio <em>mid</em>): sono una via di mezzo fra le due precedenti, coprono comunque il malleolo ma fasciano la caviglia solo in parte.</li>
</ul>
<p>Adesso esaminiamo come le principali ditte del settore presenti sul nostro mercato suddividono i vari modelli di calzature, <strong>a seconda della tipologia</strong>, partendo dalle più leggere (in corsivo trovate i termini inglesi, largamente usati):</p>
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<li><em><strong>trail/mountain running</strong></em>: scarpe leggere e poco strutturate, basse (a parte rare eccezioni), adatte prevalentemente alla corsa in montagna o a camminate veloci su sentieri non eccessivamente ripidi e/o impegnativi; prediligono la leggerezza, l’aderenza (o grip) e il comfort (dato da ammortizzazione e <a href="https://outdoortest.it/parliamo-calzature-cose-la-rullata/">rullata</a>);</li>
<li><strong>avvicinamento &#8211; <em>approach</em></strong>: scarpe abbastanza leggere e poco/mediamente strutturate, generalmente basse o in versione <em>mid</em>, pensate inizialmente per l’avvicinamento alle pareti rocciose dove poi si arrampica (vie ferrate o salite alpinistiche), oggi alcuni modelli mescolano le caratteristiche di diverse tipologie, risultando molto versatili e multifunzionali, strizzando così l’occhio al settore escursionistico; prediligono il grip, la sensibilità e la stabilità, senza disdegnare il comfort;</li>
<li><strong>escursionismo leggero &#8211; <em>hiking</em></strong>: scarpe/scarponcini poco/mediamente strutturati, adatti ad un utilizzo giornaliero e a brevi trekking con carichi bassi (zaini leggeri); sono calzature in genere versatili che si prestano a vari utilizzi; offrono un buon mix di leggerezza, comfort, e prestazione (performance), senza trascurare resistenza (durevolezza) e protezione;</li>
<li><strong>escursionismo intermedio &#8211; <em>trekking</em></strong>:&nbsp;scarponcini/scarponi strutturati, adatti ad escursioni impegnative e trekking (utilizzi prolungati) con carichi medi; anche questa tipologia si caratterizza per versatilità e molteplicità di utilizzo; garantiscono in genere un buon mix di resistenza, protezione, comfort, performance;</li>
<li><strong>escursionismo impegnativo &#8211; <em>backpacking</em></strong>: scarponi robusti e ben strutturati, adatti a trekking impegnativi con grossi carichi (zaini pesanti), anche alle basse temperature; assicurano di norma un buon compromesso fra protezione, supporto, resistenza e comfort;</li>
<li><strong>alpinismo &#8211; escursionismo alpino</strong>: scarponi robusti, tecnici e ben strutturati, adatti &#8211; oltre che all’alpinismo &#8211; ad escursioni in alta montagna e a trekking molto impegnativi con grossi carichi, utilizzi in alta montagna (su neve e/o ghiaccio), anche alle basse temperature; prediligono la protezione, il supporto, la solidità e la resistenza.</li>
</ul>
<p>Le distinzioni appena fatte valgono in linea di massima e vanno prese con una certa elasticità. Ogni marchio, infatti, nel fare questa classificazione, adotta alcune differenze. Alcuni modelli, inoltre, non appartengono rigorosamente ad una tipologia ma possono collocarsi a cavallo fra due o più, poiché ne mescolano le diverse caratteristiche. In&nbsp;particolare, la tendenza attuale è di produrre <strong>modelli sempre più leggeri</strong>, che non sacrifichino gli altri aspetti fondamentali.</p>
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<p>In linea generale, per una <strong>normale attività escursionistica</strong> (che, come detto, ho circoscritto al camminare su terreni di difficoltà non elevata per un massimo di 2/3 giorni), le tipologie più adatte sono quelle da <strong>avvicinamento</strong>, da <strong>hiking</strong> e da <strong>trekking</strong>. Le altre tipologie hanno un ambito ideale di utilizzo più o meno diverso:</p>
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<p>Spesso mi sento chiedere: <em>cosa ne pensi del modello xyz?</em> La risposta che do sempre è: <em>dipende!</em> Premesso che, come già detto, ogni piede è diverso dall’altro e non necessariamente un modello comodo per me, lo è anche per un’altra persona, dipende dall’utilizzo che ne deve essere fatto e dalla preparazione.</p>
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<p>Eccoci quindi al <strong>punto fondamentale</strong>: non esiste una tipologia adatta a tutte i terreni e/o le condizioni. Quindi, innanzitutto, prima di pensare all’acquisto di un nuovo modello dobbiamo chiederci: mi serve per fare cosa? dove e quando lo utilizzerò in prevalenza? La <strong>funzionalità</strong> è quindi, a mio avviso, l’aspetto più importante da tenere in considerazione.</p>
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<h4>IL MIO SET DI CALZATURE DA ESCURSIONISMO</h4>
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<p>Nel corso degli anni ho provato svariati modelli e sperimentato diverse marche. Si tratta di una ricerca che non ha mai fine, perché le novità del mercato, anche in questo settore, si susseguono ormai molto rapidamente.</p>
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<p>Al momento utilizzo 6 diversi modelli per le mie attività escursionistiche; ve li presento senza riferimenti alla casa produttrice, non essendo questo lo scopo dell’articolo. Voglio invece concentrarmi sulla tipologia e sull’utilizzo che ne faccio.</p>
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<p>Eccoli quindi, partendo dal più pesante:</p>
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<li>Scarpone da alpinismo ed escursionismo alpino, relativamente leggero nel suo genere. Lo utilizzo quasi sempre in <strong>inverno</strong>, poiché abbastanza caldo, e saltuariamente in autunno o in primavera in determinate condizioni. Essendo rigido nella suola, garantisce una progressione sicura su <strong>terreni molto ripidi</strong> e su <strong>neve dura</strong>, è inoltre impermeabile e può essere comodamente usato con le racchette da neve (ciaspole). Non è però indicato per lunghe camminate, non avendo una buona rullata.<br>
<figure id="attachment_725" aria-describedby="caption-attachment-725" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1B_scarponi_scarpa-1024x768.jpeg" alt="" width="1024" height="768"><figcaption id="caption-attachment-725" class="wp-caption-text">Scarponi da escursionismo alpino &#8211; Scarpa</figcaption></figure>
</li>
<li>Scarpone da trekking, ben strutturato. Le sue caratteristiche &#8211; supporto, protezione e comfort &#8211; unite all’ottima traspirabilità, ne fanno un modello molto <strong>versatile</strong>, che utilizzo quasi sempre nelle <strong>stagioni intermedie</strong> (primavera e autunno) e saltuariamente in inverno. Da il suo meglio in lunghe <strong>escursioni medio-impegnative</strong>. Essendo comodo e avendo una buona rullata, è adatto anche ad <strong>utilizzi prolungati</strong>.<br>
<figure id="attachment_724" aria-describedby="caption-attachment-724" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1B_scarponi_fitwell-1024x768.jpeg" alt="" width="1024" height="768"><figcaption id="caption-attachment-724" class="wp-caption-text">Scarponi da trekking &#8211; Fitwell</figcaption></figure>
</li>
<li>Scarponcino da avvicinamento ed escursionismo (hiking) tecnico, ahimè ormai fuori produzione e non sostituito da modelli simili per materiali (questo è in pelle pieno fiore mentre i modelli più recenti sono in Gore-Tex®). Calzatura tecnica, molto fasciante, offre grip, rullata e traspirabilità ottimi. Per tutti questi motivi non ho il coraggio di cambiarle&#8230; le uso d’<strong>estate</strong>, oltre che in <strong>primavera e autunno</strong> se non c’è neve o non fa troppo freddo, per <strong>escursioni tecnicamente impegnative</strong> (su sentieri ripidi, fondi rocciosi, sconnessi o instabili, e con dislivelli elevati).<br>
<figure id="attachment_723" aria-describedby="caption-attachment-723" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1B_scarponcini_laSportiva-1024x768.jpeg" alt="" width="1024" height="768"><figcaption id="caption-attachment-723" class="wp-caption-text">Scarponcini mid &#8211; La Sportiva</figcaption></figure>
</li>
<li>Scarpa da avvicinamento, comoda, leggera ma robusta, e con un eccellente grip (in particolare su terreni rocciosi). È la mia favorita per il <strong>classico escursionismo estivo</strong>, essendo anche protettiva e traspirante. In assenza di neve e freddo la utilizzo anche nelle stagioni intermedie.<br>
<figure id="attachment_728" aria-describedby="caption-attachment-728" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1B_scarpeAvv_laSportiva-1024x768.jpeg" alt="" width="1024" height="768"><figcaption id="caption-attachment-728" class="wp-caption-text">Scarpe da avvicinamento &#8211; La Sportiva</figcaption></figure>
</li>
<li>Scarpa da mountain running, comoda, leggera, piuttosto strutturata e protettiva nel suo genere. La utilizzo prevalentemente in <strong>estate</strong>, saltuariamente anche in primavera e autunno, per <strong>facili escursioni</strong>, su terreni non troppo impegnativi (cioè in assenza di pendenze elevate e/o di fondi sconnessi).<br>
<figure id="attachment_722" aria-describedby="caption-attachment-722" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1B_scarpeRun_laSportiva-1024x768.jpeg" alt="" width="1024" height="768"><figcaption id="caption-attachment-722" class="wp-caption-text">Scarpe da trail running &#8211; La Sportiva</figcaption></figure>
</li>
<li>Aggiungo questa calzatura particolare, denominata <a href="https://eu.vibram.com/en/shop/fivefingers/"><em>FiveFingers</em></a> (prodotta direttamente dalla Vibram®), utile per avvicinarsi alla camminata a piedi nudi, una dimensione a noi poco conosciuta. Offre protezione alla pianta del piede, un ottimo grip e la massima agilità. All’inizio va utilizzata con alcune precauzioni e per tempi ridotti, ma regala bellissimi stimoli sensoriali. La uso sempre per le mie <a href="https://axel4trek.com/attività/camminate_consapevoli/"><strong>camminate consapevoli</strong></a> quando non fa freddo.<br>
<figure id="attachment_726" aria-describedby="caption-attachment-726" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1B_scarpe_5fingers-1024x768.jpeg" alt="" width="1024" height="768"><figcaption id="caption-attachment-726" class="wp-caption-text">5 Fingers &#8211; Vibram</figcaption></figure>
</li>
</ol>
<p>Confrontando questi modelli con quelli presentati nella sezione “panoramica”, notiamo come siano rappresentate quasi tutte le categorie, con uno&nbsp;spostamento verso il basso. Prevalgono cioè i modelli più leggeri, che prediligo soprattutto quando percorro lunghe distanze. Inoltre, sono tutti modelli che ho trovato comodi al momento della prova in negozio e che hanno confermato la prima impressione una volta testati sul terreno.</p>
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<p>A questo punto non credo abbiate le idee molto chiare, ma solo una gran quantità di informazioni. Cerchiamo quindi di dissipare la nebbia, in modo da far luce sulle possibili alternative che vi possono guidare nella scelta.</p>
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<h4>LA SCELTA DELLA SCARPA / SCARPONE MIGLIORE</h4>
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<p>Abbiamo detto che la cosa principale da fare è avere chiaro in mente l’utilizzo di ciò che stiamo per acquistare. Dobbiamo farci un’idea, quanto più precisa possibile, di quale sarà il tipo di terreno dove utilizzeremo la calzatura e in quale periodo dell’anno. <br>Consideriamo adesso alcune questioni importanti.</p>
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<p><strong>Scarpa alta</strong> (scarponicino/scarpone) <strong>o scarpa bassa</strong>?</p>
<p>Non c’è una risposta univoca; dipende sia dall’utilizzo che ne dobbiamo fare sia dalla nostra preparazione.</p>
<p>Su <strong>terreni facili</strong> (pendenze ridotte, fondi agevoli e stabili, dislivelli limitati), preferisco senz’altro e consiglio una <strong>scarpa bassa</strong>, con una migliore rullata, che permette un <strong>movimento</strong> del piede <strong>più naturale</strong>.</p>
<p>Su <strong>terreni impegnativi</strong> (pendenze elevate, fondi sconnessi, instabili o scivolosi, dislivelli notevoli), una <strong>scarpa alta</strong> e strutturata rappresenta a mio avviso la scelta migliore. La caviglia, infatti, risulta più protetta e meglio sorretta, e gli appoggi sono più stabili, grazie ad una suola più rigida. Tutto ciò ci garantisce una <strong>maggior sicurezza</strong>.</p>
<p>Nei terreni intermedi entra in gioco la <strong>preparazione</strong>. Se siamo <strong>poco allenati</strong>, una scarpa alta ci farà sentire più sicuri e protetti, mentre con una scarpa bassa ci sentiremo meno stabili, rendendo più pericolosa la nostra progressione in caso di eventuali passaggi impegnativi. Se siamo <strong>fisicamente preparati </strong>(= maggiore agilità) e<strong> abituati a camminare</strong> (= caviglie più resistenti), facilmente preferiremo una scarpa bassa e leggera, che ci fa sentire più agili e liberi nei movimenti.</p>
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<p><strong>Membrane impermeabili/traspiranti</strong> (Gore-Tex® e simili) <strong>o no?</strong></p>
<p>Anche in questo caso, dipende dal periodo dell’anno in cui andremo a camminare e dal clima che dovremo affrontare.<br>In inverno, o comunque con <strong>clima freddo</strong>, sicuramente queste membrane ci garantiscono protezione da freddo e acqua e neve (vedi oltre le considerazioni sull’impermeabilità). D’estate, o in <strong>condizioni calde</strong>, le sconsiglio: in questi case è fondamentale che il piede traspiri quanto più possibile, in modo da evitare che la pelle “si cucini”, con conseguente formazione di vesciche, da evitare nel modo più assoluto.<br>Nelle stagioni o in condizioni intermedie, quando comunque il caldo non è eccessivo e facilmente possiamo trovare condizioni di bagnato, queste membrane possono andare bene. Personalmente, preferisco sempre la traspirabilità all’impermeabilità.</p>
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<p>Ne approfitto per aggiungere qui alcune considerazioni in merito all’<strong>impermeabilità</strong> e alla <strong>traspirabilità</strong> dei vari materiali, sempre nell’ambito di calzature da escursionismo.<br>L’unico materiale che può tenerci il piede asciutto in condizioni critiche di bagnato (pioggia forte e/o prolungata, guadi, erba/neve bagnata) è il <strong>cuoio</strong>, presente però solo in alcuni modelli da trekking e da backpacking. Si tratta di un materiale naturale che richiede, per conservare l’efficienza, una cura appropriata (pulizia e ingrassamento). Oltre all’impermeabilità il cuoio ci garantisce anche un’ottima traspirazione, per questi motivi il nostro piede rimarrà asciutto “dal di fuori e dal di dentro”.</p>
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<p>La <strong>pelle</strong>, presente in alcuni modelli da avvicinamento e da hiking, è molto traspirante ma non è impermeabile. Se trattata, è idrorepellente, cioè facilita lo scorrimento dell’acqua sulla sua superficie, proteggendo quindi solo in condizioni di bagnato non critiche (pioggia leggera, nebbia, neve asciutta).</p>
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<p>Membrane come <strong>Gore-Tex® e similari</strong>, in base alla mia esperienza, sono più impermeabili della pelle ma meno del cuoio, e meno traspiranti di entrambi. Tuttavia si tratta di materiali che hanno una continua evoluzione, motivo per cui le loro performance sono in costante miglioramento.<br>In alcuni modelli, specie da hiking e da trekking, alla pelle (<strong>nabuk</strong> in genere) si abbina una membrana in Gore-Tex®, rendendo così la scarpa impermeabile e abbastanza traspirante. Completo dicendo che, in genere, vale il principio che ad un maggior costo corrisponde una maggior qualità del materiale (e quindi migliori performance = piedi più asciutti).</p>
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<p><strong>La comodità.</strong></p>
<p>Il piede non deve <strong>mai soffrire</strong>, ne sulle brevi ne, tanto meno, sulle lunghe distanze. È fondamentale provare, possibilmente, più modelli simili una volta che si è individuata la tipologia, magari di marche diverse. In tal modo possiamo ricavare una prima impressione di come calza la scarpa. Non facciamo l’errore di acquistare un modello on-line a scatola chiusa!<br>Se ci troviamo o ci siamo trovati bene con una determinata marca, è probabile che altri modelli della stessa marca ci risultino comodi.</p>
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<p>Strettamente legato al discorso “comodità” c’è la questione del <strong>numero</strong>. Personalmente, acquisto le calzature sportive leggermente abbondanti, circa un 1⁄2 numero in più. L’utilizzo prolungato, infatti, fa gonfiare il piede e quindi, dopo una giornata di cammino, abbiamo bisogno di più spazio nella parte anteriore per sentirci comodi. Nelle lunghe discese, inoltre, eviteremo di toccare con la punta delle dita sull’interno della scarpa (per questo è necessaria anche una corretta allacciatura).</p>
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<p>Un piccolo accenno anche alle <strong>calze</strong>: è un attimo compromettere la comodità di una buona calzatura con dei calzettoni sbagliati. Non usiamone di troppo sottili o di cotone, ma acquistiamone alcuni da escursionismo/trekking, traspiranti e con i rinforzi nei punti giusti, che contribuiscono a impedire il formarsi di vesciche. Non è necessario spendere molto (se ne possono trovare con un ottimo rapporto qualità/prezzo presso vari negozianti, magari evitando le marche più blasonate&#8230;).</p>
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<p><strong>La suola.</strong></p>
<p>Se compriamo un nuovo paio di scarpe/scarponi, facilmente la suola sarà in <strong>Vibram®</strong> (<a href="http://cn.vibram.com/history">qui</a>&nbsp;trovate la storia, tutta italiana, del famoso marchio). In tal caso non ci dovremo preoccupare di niente: questo marchio è garanzia di qualità su tutti i fronti. Le tipologie di scarpe più leggere utilizzano spesso altre mescole, comunque buone se non ottime, soprattutto per quanto riguarda il grip.</p>
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<p>Facciamo adesso un <strong>esempio concreto</strong>. Vogliamo acquistare il nostro <strong>primo paio&nbsp;di calzature da escursionismo</strong>, abbiamo letto l’articolo fino a qui, ci riguardiamo l’elenco delle diverse tipologie e poi l’elenco dei miei modelli, e ci chiediamo: <em>quale prendo???</em><br>Il mio parere: nessuno di quelli presenti nel mio elenco, bensì un modello di questo tipo:</p>
<p><figure id="attachment_758" aria-describedby="caption-attachment-758" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lasportiva.com/it/saber-gtx?options=37256"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1B_laSportiva_hiking-1024x1024.jpg" alt="" width="1024" height="1024"></a><figcaption id="caption-attachment-758" class="wp-caption-text">Scarponcini mid da hiking &#8211; La Sportiva</figcaption></figure><br>
<figure id="attachment_759" aria-describedby="caption-attachment-759" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.scarpa.net/product/20542037/maverick-mid-gtx-woman-hiking-veloce-su-terreni-misti-impermeabile-e-leggera-red-violet-cherry"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1B_Scarpa_hiking.jpg" alt="" width="1000" height="1000"></a><figcaption id="caption-attachment-759" class="wp-caption-text">Scarponcini mid da hiking &#8211; Scarpa</figcaption></figure></p>
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<p>Si tratta di modelli da hiking, comodi, ben ammortizzati, con una buona rullata, leggeri e versatili. Sono adatti ad escursioni medio-facili in tutte le stagioni (essendo in Gore-Tex®), ottimi per cominciare, come primo e unico paio.</p>
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<p>Se, invece, vogliamo cimentarci in un escursionismo più impegnativo, magari improntato a condizioni di temperature più basse o di distanze più lunghe con carichi pesanti, prendiamo un modello da trekking, del tipo:</p>
<figure id="attachment_757" aria-describedby="caption-attachment-757" style="width: 500px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.fitwellsrl.it/it/collezioni/HIKING~7/BIG_WALL_TREK~39"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/05/A1B_Fitwell_trekking.jpg" alt="" width="500" height="430"></a><figcaption id="caption-attachment-757" class="wp-caption-text">Scarponcini mid da trekking &#8211; Fitwell</figcaption></figure>
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<p>Se abbiamo già delle scarpe/scarponi da escursionismo e vogliamo prenderne un altro paio, credo che l’esperienza ormai acquisita, unita a quanto letto sopra, possa essere sufficiente ad orientarci nella scelta migliore. Per ulteriori pareri poi, sono sempre disponibile.</p>
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<h4>PER CONCLUDERE</h4>
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<p>Spero di aver presentato con chiarezza il modo in cui le diverse aziende del settore raggruppano i vari modelli di scarpe/scarponi e il metodo che ho utilizzato per comporre il mio set di calzature, certamente personale e passibile di miglioramenti. L’importante è che quanto trattato possa aiutare nella scelta del prossimo (o primo) modello da escursionismo, in mezzo alla miriade di possibilità.</p>
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<p>Frequentando da oltre 20 anni la montagna per passione e, più recentemente, anche per lavoro, indossare la calzatura più adatta per ogni situazione è per me sia un piacere che una necessità. Di sicuro nessuno è obbligato a dotarsi di una gamma così ampia di modelli per fare escursionismo e godersi una piacevole camminata in mezzo alla natura. Tuttavia, col tempo e la passione che cresce, facilmente aggiungeremo modelli alla nostra gamma e spero che questo articolo possa facilitarvi nel mettere insieme i vari pezzi del puzzle.</p>
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<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Vi invito a farmi domande sugli aspetti non chiari e a commentare l’articolo con osservazioni e/o dubbi. In alternativa, potete scrivermi direttamente per eventuali ulteriori consigli o pareri. È anche con il vostro contributo, infatti, che avrò la possibilità di migliorare questo articolo.</p>
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<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Grazie a tutti e buoni passi!</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p><p>L'articolo <a href="https://axel4trek.com/scarpe-e-scarponi-da-escursionismo/">Scarpe e scarponi da escursionismo: che tipologia scegliere</a> proviene da <a href="https://axel4trek.com">AXEL4trek</a>.</p>
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