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	<title>escursionismo Archivi - AXEL4trek</title>
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	<description>Escursioni e Trekking nelle Dolomiti</description>
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		<title>Estate 2020: Escursionismo e Overtourism nelle Dolomiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2020 11:23:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[dolomiti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un’estate di uscite quasi quotidiane, affronto in questo articolo le tematiche dell’overtourism e dell’escursionismo nelle Dolomiti. Prendendo spunto da recenti fatti di cronaca (agosto 2020) e collegandomi al risalto che il fenomeno ha ricevuto sui media, propongo alcune riflessioni personali, nella speranza che in futuro si ri-crei una cultura escursionistica che oggi è scarsamente&#8230;&#160;<a href="https://axel4trek.com/estate2020-escursionismo-e-overtourism-dolomiti/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Estate 2020: Escursionismo e Overtourism nelle Dolomiti</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://axel4trek.com/estate2020-escursionismo-e-overtourism-dolomiti/">Estate 2020: Escursionismo e Overtourism nelle Dolomiti</a> proviene da <a href="https://axel4trek.com">AXEL4trek</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Dopo un’estate di uscite quasi quotidiane, affronto in questo articolo le tematiche dell’overtourism e dell’escursionismo nelle Dolomiti.</em> <em>Prendendo spunto da recenti fatti di cronaca (agosto 2020) e collegandomi al risalto che il fenomeno ha ricevuto sui media, propongo alcune riflessioni personali, nella speranza che in futuro si ri-crei una cultura escursionistica che oggi è scarsamente presente in molti frequentatori della montagna.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">INTRODUZIONE</h3>



<p><strong>Estate 2020 sulle Dolomiti</strong>: fra luglio e agosto mi sono mosso quasi quotidianamente sui sentieri delle montagne bellunesi, quasi sempre per escursioni organizzate o sopralluoghi.</p>



<p>Risultato: ne ho viste “di tutti i colori”! In particolare ciò che più mi ha colpito, negativamente, è stato il dilagante fenomeno dell’<strong>escursionismo improvvisato </strong>e della mancanza, totale o quasi, da parte di molti frequentatori della montagna, di quella che definisco come “cultura dell’escursionismo”.</p>



<p>Strettamente connesso a questo, ma di carattere molto più generale (globale direi, per usare un termine oggi molto in voga), troviamo il fenomeno dell’<strong>o<em>vertourism</em></strong>, e proprio da qui parto per un’analisi della situazione. Tornerò quindi a trattare il tema che mi riguarda più da vicino, cioè l’escursionismo, per capire quali sono i legami fra le due cose.</p>



<p>Strada facendo, propongo delle riflessioni personali che sono il frutto anche del confronto su queste tematiche con altri operatori del settore oltre che con amici escursionisti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">IL FENOMENO DELL’<em>OVERTOURISM</em></h3>



<p>Per <strong><em>overtourism</em></strong> si intende il sovraffollamento turistico di alcune destinazioni, con conseguenti impatti negativi. Si tratta di un fenomeno in ascesa che minaccia numerose località (città, luoghi d’arte, spiagge, montagne, ecc) ovunque nel mondo. In particolare, molti luoghi naturali di pregio nelle Dolomiti vengono presi d’assalto da turisti ed escursionisti con sempre maggior frequenza.</p>



<p>Questo fenomeno è intimamente connesso al fenomeno mediatico della televisione e dei social media. Si vuole cioè visitare un luogo divenuto famoso attraverso gli schermi per poter scattare foto e selfie in quel contesto e poter così certificare e mostrare a tutti (= a nessuno) di “esserci stati”. Un <strong>approccio consumistico</strong> che dagli oggetti si è ormai trasferito ai luoghi e alle esperienze, che vengono così privati di ogni valore&#8230; un virus, quello dell’apparenza effimera, che ha contagiato molti di noi, ignari di esserne stati colpiti e ormai vittime di un <strong>degrado spirituale</strong> con conseguenze disastrose.</p>



<p>Questo tipo di turismo e di approccio ai luoghi provoca, come conseguenza, un generale <strong>degrado ambientale</strong> dei siti interessati dal fenomeno, la cui capienza è di gran lunga inferiore. Ciò è ancora più evidente quando ci spostiamo in alta montagna, dove troviamo ecosistemi delicati e fragili, assolutamente non adatti a sopportare una massiccia invasione di esseri umani. Oppure su sentieri stretti ed esposti, con oggettivi rischi di percorrenza. O ancora in laghetti alpini che vengono scambiati per piscine di un parco divertimenti.</p>



<p>Il sovraffollamento impoverisce e svaluta l’esperienza anche di coloro che ancora cercano di rimanere al di fuori di questo <strong>approccio “mordi e fuggi”</strong>. Per vivere esperienze ancora autentiche e intime, ecco che sempre più spesso si sceglie quindi un approccio diverso, frequentando certi luoghi in orari come l’alba o il tramonto, o fuori stagione. Si cerca cioè di evitare quanto più possibile proprio il turismo di massa, per poter <strong>assaporare la bellezza</strong> e i silenzi che la natura incontaminata sa regalare.</p>



<p>Il fenomeno dell’<em>overtourism</em> non è certo semplice da analizzare ma sicuramente sono possibili alcune <strong>misure per contenere la problematica</strong>, fra cui, con particolare riferimento alle Dolomiti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>valorizzare itinerari meno famosi ma altrettanto belli (ce ne sono un’infinità!);</li><li>promuovere la destagionalizzazione (i mesi di maggio e ottobre, ad esempio, sono spesso ottimi per praticare l’escursionismo negli opportuni itinerari);</li><li>limitare il numero degli accessi a determinate aree e in determinati periodi;</li><li>riscuotere un biglietto d’ingresso ai luoghi più frequentati, in cambio della dotazione di servizi igienici e di cestini per i rifiuti.</li></ul>



<p>Spesso però l’attuazione di queste azioni, che pure sono state in alcuni casi già intraprese, viene comunque vanificata proprio da noi stessi, con i nostri <strong>comportamenti</strong> del tutto <strong>irrispettosi e irresponsabili</strong>. Basta vedere la quantità di rifiuti (plastici e non) che viene abbandonata lungo i sentieri. Oppure come alcuni angoli più appartati vengano eletti a “bagni pubblici” con abbondante spargimento di fazzoletti di carta e altro. O ancora gli schiamazzi in luoghi che sono dei veri e propri santuari naturali, templi dell’anima di una madre terra violentata senza ritegno. Purtroppo la lista sarebbe ancora lunga…</p>



<p>Ritengo, quindi, che alla fine la responsabilità sia sempre e comunque nostra. E di base ciò che maggiormente manca è l’educazione e il rispetto per la montagna e più in generale per la natura, di cui forse abbiamo dimenticato che l’essere umano è parte integrante. Ritornerò su questo argomento più avanti.</p>



<p>Prima di entrare nell’ambito più specifico dell’escursionismo e nel territorio più ristretto delle Dolomiti, segnalo un paio di interessanti articoli <strong>per</strong> chi volesse <strong>approfondire</strong> queste tematiche: <a href="https://www.ecoturismonline.net/overtourism-che-cose-e-come-possiamo-arginarlo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-neve-btn-bg-hover-color">https://www.ecoturismonline.net/overtourism-che-cose-e-come-possiamo-arginarlo/</span></a> (sull’<em>overtourism</em>) e <a href="https://www.wordsonthemoon.com/turismo-con-instagram/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-neve-btn-bg-hover-color">https://www.wordsonthemoon.com/turismo-con-instagram/</span></a> (sul rapporto fra turismo e <em>Instagram</em>).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="455" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_overtourism_Dolomiti-1024x455.jpg" alt="" class="wp-image-2017" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_overtourism_Dolomiti-1024x455.jpg 1024w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_overtourism_Dolomiti-300x133.jpg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_overtourism_Dolomiti-768x341.jpg 768w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_overtourism_Dolomiti-1536x683.jpg 1536w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_overtourism_Dolomiti.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Foto tratte dal web: il Dolomiti &amp; FaceBook CNSAS</figcaption></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading"><em>OVERTOURISM</em> ED ESCURSIONISMO NELLE DOLOMITI</h3>



<p><strong>Nelle Dolomiti</strong> questa stagione estiva, partita molto in sordina a causa del fenomeno COVID19, ha visto rafforzarsi progressivamente un afflusso sempre più intenso verso le località di montagna. In particolare fra luglio e agosto, molte persone hanno preferito gli spazi montani, teoricamente meno affollati rispetto alle spiagge.</p>



<p>Per varie ragioni (che esulano lo scopo dell’articolo) la stragrande maggioranza di queste persone ha deciso di muoversi con un pendolarismo quasi quotidiano piuttosto che fermarsi in strutture in loco. Tralascio di parlare dei problemi che la cosa ha creato al traffico locale, già molto intenso in condizioni estive normali. Evidenzio invece come molti di questi frequentatori della montagna siano persone non abituate a muoversi in questo tipo di ambiente. Si tratta infatti di persone che si sono trasformate in <strong>escursionisti improvvisati</strong> per l’occasione, senza alcuna esperienza e con una preparazione teorica e pratica molto bassa o del tutto assente.</p>



<p>Nel corso delle mie escursioni, organizzate e non, pur evitando i luoghi di maggiore affollamento e le mete più gettonate (dove il fenomeno è ancora più palese), ho visto gente con un abbigliamento/equipaggiamento del tutto inadeguati al tipo di itinerario che stavano percorrendo. Molto spesso mi sono state rivolte domande che mi hanno fatto capire come queste persone avessero un’idea quanto meno approssimativa di dove fossero, di dove dovessero andare o di quali fossero le tempistiche o le difficoltà da affrontare per gli spostamenti sui sentieri.</p>



<p>Questi e altri episodi hanno evidenziato inoltre come uno dei problemi di fondo sia la <strong>sovrastima delle proprie capacità</strong> e conoscenze e la <strong>sottostima dei pericoli</strong> a cui si va incontro. Questi escursionisti improvvisati si ritengono preparati quanto basta per fare una cosa che non hanno mai fatto, cioè camminare in montagna. Oppure che hanno già fatto (camminare) ma in luoghi molto più abbordabili (spiagge, parchi cittadini, strade di pianura, ecc). Inoltre, a riprova della loro scarsa conoscenza dell’ambiente montano, che viene sottovalutato, e di un generale atteggiamento di presunzione, non ritengono affatto necessario appoggiarsi ad una guida competente. Questo potrebbe invece garantire loro una giornata vissuta in tranquillità, senza pensieri relativi al dove e come muoversi, limitando i rischi. Senza contare il maggiore valore educativo e conoscitivo&#8230;</p>



<p>Fra le destinazioni dolomitiche affette dall’<em>overtourism</em> che ho vicinissimo a casa, troviamo le Tre Cime di Lavaredo, i laghi del Sorapiss, di Braies e del Coldai, l’area del Lagazuoi e delle 5 Torri. Sono tutti luoghi di grande bellezza, alcuni raggiungibili molto facilmente e con poca fatica, fattore che li condanna a subire un attacco di massa. Per ognuno di essi, però, ce ne sono però un’infinità altrettanto belli ma del tutto snobbati. Qui si incontrano sparuti escursionisti anche andando a ferragosto ed ancora è possibile vivere <strong>esperienze autentiche</strong> in mezzo ad una bellezza silenziosa e incontaminata.</p>



<p>In agosto, alcuni appelli di addetti al settore hanno avuto notevole risalto mediatico, specie nella zona di <strong>Cortina d’Ampezzo</strong>, proprio per richiamare l’attenzione su una situazione divenuta ormai insostenibile. In proposito, segnalo questo articolo: <a href="https://www.ildolomiti.it/societa/2020/dolomiti-prese-dassalto-dai-laghi-alle-ferrate-in-coda-sui-sentieri-spesso-senza-mascherina-per-una-montagna-sempre-piu-modello-rimini" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-neve-btn-bg-hover-color">https://www.ildolomiti.it/societa/2020/dolomiti-prese-dassalto-dai-laghi-alle-ferrate-in-coda-sui-sentieri-spesso-senza-mascherina-per-una-montagna-sempre-piu-modello-rimini</span></a> </p>



<p>Passiamo ora ad analizzare dei dati, relativi agli interventi di soccorso in montagna, che ci faranno capire alcune cose importanti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="800" height="450" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilDolomiti_11-2-20_lagoBraies.jpg" alt="" class="wp-image-2018" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilDolomiti_11-2-20_lagoBraies.jpg 800w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilDolomiti_11-2-20_lagoBraies-300x169.jpg 300w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilDolomiti_11-2-20_lagoBraies-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Foto tratta dal web: il Dolomiti del 11-2-2020</figcaption></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading">ESCURSIONISMO E INCIDENTI IN MONTAGNA</h3>



<p>Parto da alcuni dati del <strong>Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico</strong> (<strong><a href="https://www.cnsas.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-neve-btn-bg-hover-color">CNSAS</span></a></strong>) per inquadrare il fenomeno degli incidenti in montagna e vedere come la tematica si collega al fenomeno dell’<em>overtourism</em>.</p>



<p>Secondo i <a href="https://www.cnsas.it/2020/04/06/i-dati-record-2019-piu-di-10mila-missioni-di-soccorso-in-montagna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-neve-btn-bg-hover-color">dati del CNSAS</span></a>, nel 2019 (con un aumento di oltre il 7% rispetto all’anno precedente) sono stati effettuati oltre 10mila interventi di soccorso. Di questi interventi, il 75% si sono svolti in <strong>terreno montano</strong> e oltre il 50% nel <strong>periodo estivo</strong> (tra giugno e settembre). Quasi il 44% dei soccorsi ha interessato persone che praticavano l’<strong>escursionismo</strong>. In oltre il 46% degli incidenti in montagna, la causa principale ha riguardato <strong>cadute e scivolate</strong>, mentre nel 26% dei casi il soccorso è avvenuto per l’<strong>incapacità</strong> a continuare il percorso. Chiudo con altri tre dati, a mio avviso molto significativi: solo il 3,5% dei soccorsi hanno riguardato <strong>soci del Club Alpino Italiano</strong> (CAI), una chiamata su tre ha riguardato <strong>persone illese</strong>, quasi il 70% gli <strong>uomini</strong> soccorsi.</p>



<p>L’analisi d’insieme di questi dati fa capire come gli incidenti capitino in prevalenza a coloro si improvvisano escursionisti, senza preparazione o conoscenze specifiche, e a coloro sopravvalutano le proprie capacità. Avere una consapevolezza dei propri limiti e affidarsi ad un accompagnatore competente, come in genere fanno le donne, limita considerevolmente i rischi connessi all’escursionismo e da maggiori garanzie di passare una <strong>giornata gratificante e piacevole</strong> in montagna.</p>



<p>In particolare, una guida dovrebbe garantire un’<strong>opportuna scelta dell’itinerario </strong>e ad una corretta pianificazione della gita. Aggiungo che, in caso di incidente una figura preparata ad affrontare emergenze di questo tipo può senz’altro mitigare le conseguenze negative, aiutando direttamente l’escursionista infortunato o favorendo i soccorsi da parte degli operatori del CNSAS.</p>



<p>Ho accennato proprio all’inizio dell’articolo al fatto che, a mio parere, oggi manchi una generale “<strong>cultura escursionistica</strong>” da parte di molti frequentatori della montagna, quelli che chiamo “escursionisti improvvisati”, stretti parenti forse dei turisti “mordi e fuggi”. Cosa intendo per “cultura dell’escursionismo”? Essa comprende vari elementi, che assieme permettono di frequentare la montagna innanzitutto con un atteggiamento di rispetto, e quindi con la necessaria competenza e almeno un minimo di sicurezza:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>conoscenze pratiche e teoriche;</li><li>preparazione psico-fisica;</li><li>esperienza;</li><li>ma, soprattutto, il rispetto per la natura e per coloro che la frequentano con rispetto.</li></ul>



<p>La mancanza di uno, spesso alcuni o anche tutti questi elementi, è frequentemente causa di sbagli grossolani su tempistiche ed equipaggiamento e può portare a disavventure e infortuni. <strong>Fare escursionismo</strong> in montagna, al pari di tante altre attività sportive e non, ha delle regole e delle buone pratiche. Farlo in compagnia di qualcuno formato appositamente per trasmettere queste conoscenze, permette di acquisire una corretta esperienza e, col tempo, di poterlo praticare anche da soli. Una guida, inoltre, dovrebbe <strong>conoscere</strong> a fondo i <strong>luoghi e</strong> gli <strong>ambientinaturali</strong> dove accompagna i propri escursionisti, sapendo quindi dove e come muoversi, sia in condizioni normali che in caso di imprevisti vari.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="620" height="340" src="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilGazzettino_20-8-18_lagoSorapiss.jpg" alt="" class="wp-image-2019" srcset="https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilGazzettino_20-8-18_lagoSorapiss.jpg 620w, https://axel4trek.com/wp-content/uploads/2020/09/A1F_ilGazzettino_20-8-18_lagoSorapiss-300x165.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /><figcaption>Foto tratta dal web: il Gazzettino del 20-8-2020</figcaption></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading">CONCLUSIONI – COMPITI DI UNA GUIDA</h3>



<p>Come <strong>guida escursionistica</strong> (oggi Guida Ambientale Escursionistica, prima Guida Naturalistica) non posso non richiamare l’attenzione sul fatto che spesso l’atteggiamento degli italiani in montagna (77% delle richieste di soccorso) è diverso da quello degli stranieri. Mi riferisco alla&nbsp; generale tendenza dei primi a ritenere del tutto superfluo il farsi accompagnare in escursione da figure competenti, formate proprio a questo scopo.</p>



<p>Fra i ruoli della guida, oltre alla scelta dell’itinerario e alla pianificazione della gita, ritengo fondamentale quello di far scoprire agli escursionisti i luoghi meno conosciuti (ma non per questo meno belli) e di condurli su itinerari meno frequentati. Un’azione, quindi, di <strong>promozione del territorio a 360°</strong>, favorendo una conoscenza più profonda dell’ambiente naturale e delle sue dinamiche e aiutando ad apprezzarne le innumerevoli bellezze.</p>



<p>Non solo, noi guide dovremmo essere in grado di trasmettere proprio ciò che oggi maggiormente manca, cioè la “cultura dell’escursionismo”. Sia attraverso le nozioni pratiche e toriche di base su come si affronta e ci si comporta in montagna, sia accennando ai pericoli insiti in un ambiente che può essere bellissimo e terribile allo stesso tempo.</p>



<p>La montagna e la natura in generale, infatti, possono essere <strong>maestre di vita</strong> ma possono trasformarsi nel giro di un attimo in dispensatrici di morte. Conoscerne le dinamiche e i pericoli, frequentarla con un atteggiamento umile, di attenzione e rispetto, aiutano a muoversi con maggiore consapevolezza, limitando i rischi e dando maggior valore all’esperienza vissuta.</p>



<p>Senza pretese di aver ragione su tutto, ma comunque con vena polemica, spero di aver fornito qualche spunto utile a chi, come me, ama l’escursionismo e la montagna e cerca in questi una via per raggiungere un’<strong>armonia personale </strong>e per vivere e condividere <strong>esperienze autentiche e profonde</strong>. &nbsp; </p>



<p>Buone escursioni a tutti, possibilmente in sicurezza e in buona compagnia!</p>
<p>L'articolo <a href="https://axel4trek.com/estate2020-escursionismo-e-overtourism-dolomiti/">Estate 2020: Escursionismo e Overtourism nelle Dolomiti</a> proviene da <a href="https://axel4trek.com">AXEL4trek</a>.</p>
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